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    novembre 03
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    Nel buio del silenzio
    La recensione che scrivo non è al mio libro preferito che corrisponde al famosissimo "Il maestro e Margherita" bensì all'ultimo libro che ho letto. Il romanzo di Favia Pio ha, secondo me, un qualche cosa di antica letteratura che lo avvicina ai romanzi del novecento. Forse è lo stile di scrittura dell'autore, forse è la sua capacità di far trasparire dai personaggi i dubbi e gli interrogativi che si pongono rispetto alle vicende che li coinvolgono. Una saga familiare che si cala nella storia italiana dove i protagonisti si domandano e si spiegano i perché e i come dei loro comportamenti.
    Romeo Sergi sergiro@tin.it


    pastorale americana
    ... philip roth. un romanzo chiave, per me. il coraggio di alti contenuti attraverso alta letteratura. parole inflazionate (amore, libertà, solitudine) cui viene ridato il valore più alto, quello che risiede nei dettagli, nella quotidianità, nei piccoli mondi chiusi in cui si consumano le esistenze. mosche contro il vetro.


    IL FABBRICANTE DI SPECCHI
    di Philipp Vandenberg. Romanzo storico: un bel tomo di cinquecento pagine, piacevole a leggersi, avvincente, ma non geniale né fantastico. Argomento: l’invenzione della stampa con caratteri mobili. Fin dalle elementari, abbiamo studiato sui sussidiari di un certo Guttemberg quale inventore di cui sopra (a Magonza, nel ‘400). Invece, inventori della stampa con caratteri mobili sono stati i cinesi. Fruitore di tale “stregoneria” e importatore in occidente: un certo Melzer di Magonza, in origine fabbricatore di specchi concavi e convessi (altra “stregoneria”). Il suo aiutante subdolo e arrivista: un certo Guttemberg diventato poi famoso per aver stampato la prima Bibbia. ….mentre il suo padrone, poveretto, stampava una bibbia eretica (ancora “stregoneria”) solamente per paura di ritorsioni. Ma sarà stato veramente così? Contorno: la figlia di Melzer, un matrimonio combinato, l’odio della ragazza per il genitore, avventure, vicissitudini degne di un thriller, fughe, disgrazie e prigionia per Melzer. Si legge piacevolmente, ma niente di più.


    attesa come speranza
    Attese .. Il titolo mi ha subito ispirato forse perchè è un periodo della mia vita in cui sono sospesa su varie decisioni..e allora come dice l autrice del libro Elena Loewenthal le donne sanno aspettare...ho voluto subito confrontarmi su questo.. Devo dire che è una storia molto delicata dove i profili di alcune donne si intrecciano e si raccontano nell'attesa che la loro vita cambi e prenda la svolta giusta..tutto è legato ad un velo, un piccolo pezzo di stoffa che le protagoniste si passano idealmente anche da un epoca all'altra e che è simbolo di cambiamenti scaturiti da eventi però talvolta molto dolorosi. L'autrice, famosa per i suoi precedenti libri sugli studi ebraici, anche qui offre uno spaccato su tali tematiche ma il tema dell' attesa come richiamo forse alla fede e alla speranza è coinvolgente ed entusiasmante. Un libro che insegna che le donne, in silenzio, possono cambiare veramente il corso degli eventi della vita loro e altrui, un libro che celebra l'amore per la vita in ogni situazione. Sicuramente da leggere perchè arriva veramente al cuore.


    Cento colpi di spazzola (iek!)
    Non è, la mia, una recensione in positivo, ma in negativo. Non so se si possa fare, ma la faccio lo stesso. Ebbene, voglio esprimere il mio più profondo disgusto e terrore, dopo la lettura di una simile porcheria, del nostro nuovo "talento", ovvero Melissa P. Costei altri non è che una sgualdrinella che o ha inventato tutto, o ha effettivamente fatto quanto racconta nel libro - e in tal caso, è proprio una z...! Sono questi i nuovi talenti? Sono questi i libri di maggior successo? E poi non si dica che in Italia i nuovi talenti non riescono ad emergere! Io sono un aspirante scrittore, e non credo di aver nulla di meno di Melissa P. Ho letto molti libri, e questo è quello che più mi ha lasciato stupito: è un libro ripugnante, insignificante, e stilisticamente vale zero. Allora, che i lettori leggano pure queste schifezze! E che gli editori pubblichino questi romanzi che definire "mediocri" sarebbe un complimento. Complimenti, Fazi Editore! Complimenti! Tanto, che te ne può importare! L'importante è che tu venda i libri! Chi se ne frega se sono mediocri. Ah, e complimenti anche a te, Melissa. Sei la migliore di tutti noi.
    Fabrizio Rigante james_utopia@libero.it


    Nicola. Storia di un'adozione difficile
    E' la storia di una madre adottiva che adotta un bambino a quattro ani con seri problemi psioclogici. Il bambino non parla, non cammina, dondola tutto il giorno. La mamma inizia con lui un cammino, lento, difficile e Nicola diventa al di là delle previsioni(la neuropsichiara che l'aveva in cura prima che fosse adottato lo definisce "un bambino da buttare dalla finestra) lo fa uscire dal suo mutismo, lo rende un uomo capace di vivere tra la gente in modo normale al di là di tutti i pregiudizi della gente. E' un libro appassionante, purtroppo molto poco propagandato, ma di un garnde spessore umano. Leggetelo, vi insegnerà a vivere, ad apprezzare le piccole cose, a capire che non bisogna mai dire "mai" quando si tratta di bambini.


    alla ricerca di un amore perfetto
    "La donna giusta" di Sandor Marai uscito da pochi giorni a quanto si dice dalle mie librerie preferite sta andando a ruba. Anche questa volta il bravissimo Marai come un fine psicologo ci presenta i tre personaggi della storia in maniera molto particolare. Si parla di un vecchio amore mai consumato che metterà in crisi un matrimonio borghese proprio dopo tanti anni in nome di una realizzazione di quell' amore perfetto di cui ogni essere umano è alla ricerca. C'è un lui nobile borghese, una lei, la futura moglie degna del suo rango e poi l' altra, la serva che lui non ha smesso di amare dopo piu di 15 anni.. L' incipit del romanzo è la scoperta da parte della moglie di un nastro viola nel portafoglio del marito..da li' la voglia di scoprire quello che porterà alla rovina il suo matrimonio. Particolare la forma del romanzo costruito su tre monologhi:la moglie il marito e la serva con un epilogo che ha come voce narrante l ultimo amante della serva. Ma quello che l' autore si chiede è: esiste l'amore perfetto, è giusto mettere a repentaglio sicurezze per un qualcosa che forse non si realizzerà mai? Forse l'uomo è alla ricerca non dell' amore perfetto ma solo di un amore verso se stesso? Noi tutti ci serviamo di qualcuno per essere felici ma non facciamo altro che proiettare su qualcuno la nostra fame di felicità? Nei tre monologhi i personaggi raccontano la storia ciascuno dal loro punto di vista che pare a noi giusto in ciascuna delle loro angolazioni. La donna giusta forse da qualche parte esiste...


    L'IMPERATORE DI PORTUGALLIA
    Un povero grande uomo: Jan. Jan, a cui molto tempo fa è nata una bambina, Klara e da quel momento, dice, ha cominciato a sentire il suo cuore battere. Era molto apprensivo e le stava sempre vicino, ma a buon ragione risultò, perché il giorno del suo Battesimo forse le salvò perfino la vita. Quando lei era piccina, vivevano un rapporto di simbiosi e facevano una coppia perfetta; addirittura lui compiva gesti generosi e grandi, pensando a lei. Dalla nascita di Klara, Jan cominciò ad avere visioni e premonizioni e guardava tutto con uno sguardo più profondo e particolare. Tutti pensavano che sua figlia Klara fosse speciale: il maestro e i suoi compagni, il vecchio pescatore, il fantomatico Agrippa e il signore del paese; in ogni occasione la piccola Klara aveva dimostrato di cavarsela con intelligenza, furbizia e saggezza. Soprattutto teneva in gran conto i genitori e cercava di esser loro d’aiuto in ogni modo. Ma un giorno sua figlia Klara se ne andò dal paese e se ne andò a finire male. E da quando si ruppe quel rapporto così speciale - perché per due lunghi anni sua figlia non si era fatta sentire in alcun modo – Jan ha incominciato a interpretare fatti, eventi o semplici segnali non secondo realtà, ma secondo la realtà del suo cuore. Pazzia? Grande amore impotente di fronte alla dura verità? No, grande amore diventato così potente da suscitare piccoli grandi gesti eroici, da cambiare la vita delle persone, da vincere la potenza dei ricchi, da far risorgere il cuore degli aridi. Da ridare la vita a sua figlia, ancora. Sì, un amore così potente da far diventare Jan imperatore….”Imperatore di Portugallia”. Jan, un povero grande uomo …da conoscere. (l’autrice è un premio Nobel per la letteratura)


    la via del matto
    "La via del matto" di Fabrizio Kotza (edizioni clandestine) è tutto ciò che non ti aspetti da un libro di poesie. E' una coltellata al cuore. E' l'altra faccia dell'amore raccontata come pochi hanno saputo fare fino ad oggi. Era dai "fiori del male" di baudelaire che non si vedeva qualcosa di simile, come hanno già testimoniato critici di fama ben superiore alla mia, nelle recensioni dei maggiori quotidiani. Un libro che si ama o si odia, ma che rimane incastrato nel cervello a lungo.
    davide pignedoli davide.pignedoli@poste.it



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