Untitled
 
Recensioni del 2005:
  • gennaio
  • febbraio
  • marzo
  • aprile
  • maggio
  • luglio
  • agosto
  • settembre
  • ottobre
  • novembre
  • dicembre

    Recensioni 2006
    Recensioni 2004
    Recensioni 2003
    Recensioni 2002
    Ultime recensioni



    Torna al Caffè degli scrittori






















  • Realizzato da
    Visiant Outsourcing
    febbraio 05
    Leggi... e condividi i "libri della vita" degli altri speakerini del mese di luglio

    Leggi le ultime recensioni pubblicate
    Un libro della economista psicologa.
    Scopro oggi questo spazio dedicato alle libere recensioni.l'occasione è ghiotta perchè, parafrasando il Giobbe di J. Roth, l'incontro con un libro è per me stato sempre una momento di festa.Penso che di ogni libro letto debba restare in animo un concetto,un principio o una semplice frase da richiamare poi nel corso delle nostre esperienze di vita.Succede così che posso, nei momenti di sconforto, rammentare il consiglio di Mozart al Lupo della Steppa,o di intraprendere un viaggio con il goffo entusiasmo di tre uomini in una barca o di ballare un pezzo caraibico con lo spensierato fatalismo dei Buendia.Tornando con i piedi in terra, un libro che suggerisco a tutti coloro che hanno ancora la fortuna di occupare un posto di lavoro e sono inconsapevoli vittime della globalizzata logica aziendale che annulla la personalità del singolo, è Buongiorno Pigrizia di Corinne Maier.....una autentica rivelazione per tutti i colletti bianchi del mondo.


    La risposta a Ben Schott
    Ciao, mi chiamo Antonio e sono di Napoli. Ho 22 anni ed insieme a mio padre amo raccogliere curiosità di ogni genere. Quando ho letto che Ben Schott aveva scritto la sua miscellanea sono rimasto fortemente colpito e turbato, perchè io e mio padre lavoriamo a un qualcosa di simile, ma, senza ombra di dubbio, di nettamente superiore in tutto e per tutto, a una miscellanea del sapere più disparato. Lo facciamo dal 1997 e non avevamo velleità editoriali. Ma quando abbiamo letto questa notizia, ci siamo davvero "arrabbiati". Molte delle cose che Schott ha scritto le avevamo scritte anche noi... Davvero incredibile. Adesso abbiamo ultimato il nostro primo lavoro e lo consegneremo ad una ventina di case editrici che ci hanno chiesto di visionarlo. Io sono sicuro che costituiremo la RISPOSTA italiana a Schott e che lo eclisseremo. State tutti bene attenti ai libri che usciranno nelle librerie nel periodo di Natale, perchè ci sarà anche la RISPOSTA a Schott con conseguente eclissi di questo autore inglese per merito mio e di mio padre. Ciao e buona lettura a tutti! Antonio.


    King
    Stamattina ho visto in tv la storia di Stephen King... Un grande insegnamento sul come dal nulla si possa diventare il più grande scrittore di genere horror di tutti i tempi! "Shining" mi ha letteralmente fatto impazzire, è stato l'unico vero libro che sono riuscito a leggere in due giorni soltanto.


    P.S.
    Comunque, per far capire che il mio non è spam, ma semplice parere letterario, vi consiglio la lettura del libro miscellanea di Schott, perchè è curioso, simpatico e scorrevole ed iniziatore di un genere destinato ad essere amato ed in cui potranno venir fuori sempre lavori pregevoli e ben fatti.


    PPS
    Comunque la persona che sconsiglia Ben Schott ha spammato su almeno una decina di differenti forum


    LA SCUOLA DEL PLOF
    Fantastica, surreale satira. La scuola come un girone dantesco. Pochi sono riusciti a tanto!
    Anna Ruffini damigra@tiscali.it



    PPPS
    Non sconsiglio Ben Schott, anzi, dico che questo genere è bellissimo e ilbro di Schott è molto interessante, anche se, in questo genere, si può anche fare meglio.


    La Strega e il Condottiero di Gianpietro Scalia, Edizioni Angolo Manzoni
    Oggi che interrogarsi sul senso della vita sembra ineluttabile, mi è piaciuto prendere tra le mani – e leggere - un piccolo gioiello che racconta di vita e di guerra, e che ho avuto la fortuna di conoscere prima che vedesse la pubblicazione: La Strega e il Condottiero di Gianpietro Scalia. Bene non seppi, scrive Eugenio Montale e schiude un’immagine di rarefatta bellezza, la divina indifferenza di un mereggiare più sonnolento che assorto, ma immobile, come ingannevolmente appare il falco. Un attimo, poi il falco si tuffa in picchiata, e la vita ritorna a essere una storia piena di rumore e di furia. Eppure non è divina l’indifferenza per Gianpietro Scalia (La Piazza Viaggiante dei Sogni e delle Illusioni Edizioni Angolo Manzoni 2004; La Strega e il Condottiero, Edizioni Angolo Manzoni 2005). In una realtà sempre più indifferente, si arrabbia Scalia, oppure sogna. Se proprio vogliamo, è la vita a essere divina, nonostante tutto. È strano che, leggendo i due romanzi di Scalia, senza volerlo mi siano venute alla mente due citazioni di Shakespeare. Non a caso, dico. Tutte e due di Macbeth. Non a caso. Davvero la vita non è altro che “una storia narrata da un idiota, piena di rumore e di furia, ma che non significa nulla?” ho riflettuto, mentre l’orologio del campanile si fermava e riprendeva a funzionare e tutta la realtà che si era arrestata sulla soglia della Piazza Viaggiante dei Sogni e delle Illusioni si abbatteva sulla protagonista Luna come un’onda alto levata. Una storia, in questo caso una favola, anzi, una fiaba, con fate, marzapane e magie (martedì 12 aprile l’autore la rappresenta, con inconsuete coreografie, presso il Circolo Ufficiali di Piacenza), ma nessun lieto fine, in apparenza: vissero felici e contenti. Gianpietro Scalia, medico ospedaliero specializzato in anestesia, rianimazione e terapia del dolore, deve saperlo, se davvero la vita non significa nulla. A ognuno è assegnato un destino, chi può dire che cinque minuti di felicità abbiano una grana meno preziosa che una vita intera? Forse che un moscerino è meno vivo di un elefante o una viola di una quercia? …un orgoglioso senso d’infinita sopravvivenza. Ma quanto sangue ha l’uomo, quanta crudeltà e quanta sofferenza, quanto amore – definitivo, perché eterno non basta, né alla Strega né al Condottiero... “Non pensavo che il vecchio avesse tanto sangue”, Lady Macbeth non riesce a toglierlo dalle sue mani. Tuttavia Lady Macbeth non sa nulla dell’amore, né della morte e della vita. Macbeth mi è sembrato sempre il dramma Shakespeariano più arcaico, più vicino all’origine stessa della tragedia: ha scena in un cupo mondo di ombre, di foreste abitate da streghe (tre, come le Parche o le Eumenidi), di crudeli regine. Non c’è redenzione in Macbeth, solo catarsi, ipse dixit. Aristotele, oltre duemila anni prima di Moreno aveva suggerito che ogni dramma può essere uno psicodramma: In ricordo del Professor Mordelli Primario de La Clinica Psichiatrica dei Sogni e delle Illusioni. Certo, Scalia, come Shakespeare, è terribile, ma, lasciatemi dire, terribilmente bello. Non capita quasi più in città, d’estate, di essere sorpresi da un cielo sereno, sgombro di nubi, tanto azzurro da sembrare cupo. Tuttavia, se ciò avviene, si può essere afferrati da una sorta di terrore, il fascino tremendo e augusto del divino, del sacro, del numinoso… I cieli di Scalia sono più facilmente, elettivamente, tempestosi, rossi come la guerra, ma il fascino è parimenti tremendo e augusto. Esercizi di scrittura umana e ribelle, quindi divina.Massimo Rondi
    Massimo Rondinella info@angolo-manzoni.it



    Ben Schott
    Fatevi una ricerca su Google della voce "La risposta italiana a Ben Schott" e scoprirete cosa significa spam. Buon divertimento!! Consiglio soprattutto: http://www.forum.planetmountain.com/phpBB2/viewtopic.php?t=13170&sid=be61abd20608a649c12e4e086b00e8d5


    Il secolo cinese di Federico Rampini
    Nell'era della globalizzazione, dove gli scambi internazionali sono all'ordine del giorno e chiamare l'amico che lavora all'altro capo del pianeta e' piu' facile che programmare il video registratore (o dovrei dire dvd recorder?), questo libro cerca di descrivere in maniera quanto piu' oggettiva possibile la storia cinese: passato, presente e futuro. Bisogna avere paura della grande Cina? Oppure esiste un modo per coesistere con essa? Il libro non vuole dare risposte, cerca solo di andare in profondita', raccontando la vita dei cinesi, che gli stessi non hanno la possibilita' di raccontare. Un popolo di pregi e difetti, ma con un forte senso di identita' e di nazionalismo (anche se a volte estremo). Ridondante su alcuni temi, ma completo nel descrivere stralci di vita quotidiana e non che invogliano a mettersi in viaggio per esplorare di persona quei luoghi lontani, ma alquanto vicini per conformita' mentali. La Cina di oggi.


    Basta
    Basta, ho chiarito mille volte che non è spam e ho anche cancellato i messaggi. PEACE!


    Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino
    "Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino" è un libro che ancora mi stupisce. Il problema che viene trattato,infatti, non riguarda solo il mondo della droga, ma anche quello interiore che è, a mio parere, più delicato ancora. Ci sono delle frasi, in cui Christiane F., dimostra di aver perso un'identità. Eccone alcune... -" Non capivo più niente. Non sapevo perchè andavo al Sound [discoteca dove si spacciava droga], non sapevo perchè prendevo la droga, non sapevo cosa avrei potuto fare altrimenti, non sapevo assolutamente nulla". -"Senza rifletterci sopra granchè mi ero scissa in due persone radicalmente diverse. Scrivevo lettere a me stessa. Christiane scriveva lettere a Vera. Vera è il mio secondo nome. Christiane era la 14enne che voleva andare dalla nonna, Vera era la bucomane.Christiane era in qualche modo la buona. E le due litigavano ore per lettera".



    E' vietata qualsiasi riproduzione. Tutti i diritti riservati.