Vaniglia e cioccolato
Per gli appassionati di romanzi d’amore la lettura di “Vaniglia e cioccolato” si rivela un vero zuccherino … anche se la storia che Sveva Casati Modignani consegna al lettore non è solo a tinte pastello, affronta e analizza molteplici aspetti dell’umano disagio e percorre un pregevole viaggio nelle radici emotive di tante “fatiche” esistenziali . Un racconto di passione, sofferenza, verità, aspirazioni sullo sfondo di un ambiente che ci appartiene , che è concreto e realistico tanto da apparire “comune”. La narrazione è gradevole , forte ma non esasperata, profonda ma assolutamente fluida : la dimensione del tempo e dei luoghi, le vicende dei protagonisti, il loro mondo interiore, familiare, lavorativo non ha alcun accento fiabesco, è sferzante e talvolta duro ma “credibile”. Sono proprio l’ambientazione e i toni così autentici, toccanti e coinvolgenti a far vivere al lettore grandi emozioni : le atmosfere romantiche non sembrano uscire dalla penna di uno scrittore ma dalle ordinarie pieghe della quotidianità, la fantasia letteraria si traduce in una descrizione ammaliante ma non compie un volo onirico, irreale . “Vaniglia e cioccolato” è il <mondo del possibile> e questo rende il libro di rara bellezza e di speciale valore : troppe volte per accostarsi all’ebbrezza dei buoni sentimenti le opere letterarie si riempiono di una magia che le allontana dalla realtà e fanno vivere al lettore amori ideali quanto assurdi, passioni sublimi quanto impossibili , un romanzo che coglie nella vita e nell’umanità comune elementi e linfa per una storia di “straordinaria semplicità” merita una nota particolare. I protagonisti sono persone come noi, calate in un contesto di glorie, miserie, affanni, insoddisfazioni, entusiasmi, lacerazioni, successi che è lo stesso nel quale viviamo noi lettori … L’autrice ne analizza il percorso spirituale e materiale con avvincente dovizia di approfondimenti, riferimenti e chiarimenti ma con la consapevolezza che la realtà non ha alcun bisogno di essere “superata” dall’immaginazione. I luoghi, gli eventi, le situazioni sono impeccabilmente strappati dall’ordinario e sono pennellati di poesia solo per rispettare gli affetti, le pulsioni, gli stati d’animo dei protagonisti. Anche il lieto fine non è melenso e sdolcinato … commuove perché fa trionfare la forza dell’amore ma non ricorre ad effetti spettacolari, a colpi di scena, a gesti plateali. E’ lieve e struggente come lieve e struggente è un rapporto d’amore. Una “crisi matrimoniale” induce i protagonisti a crescere, a maturare , a scavare nei pensieri, a meditare su se stessi, a rivedere il passato e il presente sotto una nuova luce, a ritrovare la propria strada , a ridare un senso ai sentimenti e alle scelte di vita. Pepe e Andrea non daranno più nulla per scontato perché hanno capito che l’amore ha bisogno di cure e di paziente impegno e che gli innamorati non devono mai smettere di camminare insieme … Un grande, vero sentimento non muore ma per vivere davvero deve conservare lo stupore, il fascino, l’energia, la luce di quando è sbocciato. Quello che fa da sottofondo è il “bagaglio” di Pepe e Andrea : essi non sono altro, proprio come ciascuno di noi, che lo sviluppo delle loro radici, la somma di esperienze, amarezze, lutti, felici ricordi, incubi, tragedie e speranze attraversate e vissute , il portato di qualcosa cui non possono sfuggire o di ciò che vogliono dimenticare o rielaborare … Sono la libertà e la voglia di vivere “comunque” , sono il “progetto” che ciascuno aveva in mente per la vita… ma sono talvolta anche ciò che non vorrebbero essere. Un best seller che si legge e ci entra nel cuore tutto d’un fiato … : “Vaniglia e cioccolato“ di Sveva Casati Modignani. Irene Spagnuolo
Irene Spagnuolo (i.spagnuolo@alice.it)
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Ma a Madame Bovary gliel'ha ordinato il medico, di sposare un medico?
Giorgio Betti (giorgiobetti@gmail.com)
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