Ricercario
di Luigi La Rosa
A proposito di letture:
Le scandalose
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venti figure femminili
che hanno segnato la storia
con la forza della loro presenza
malinconiche, intellettuali, sognatrici,
donne di genio, di scandalo e di potere
intriganti e dannate senza remissione
Patrizia Carrano dedica alle grandi donne
del passato un libro di gradevole lettura
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Cari Amici
Buona settimana da Ricercario. Ieri sera, durante una delle mie tante fughe serali, riflettevo sui modi che l’uomo ha per ribellarsi alla società.
Passeggiavo per il lungotevere silenzioso, quasi deserto. La luce dorata dei lampioni scivolava sull’acqua con un riflesso di cosa morta.
Pensavo alla scrittura come possibile forma di ribellione. Riflettevo sul senso dell’arte in genere, anch’essa capace di provocazioni e di battaglie.
Compiere qualcosa di autentico (quindi di rivoluzionario) è per me sempre, in un modo o nell’altro, sovvertire schemi che ci vengono imposti dall’alto, dov’è codificata una tradizione non più funzionale.
In altri termini: sfrondare diktat di più o meno datata memoria per lasciar correre senza briglie la vena della fantasia e dell’originalità.
Ecco cosa vuol dire ribellarsi. Scandalizzare. Stupire. C’è sempre una dose d’incanto in tutto questo. Le donne, il più delle volte, hanno dato prova di saperlo fare meglio di noi. Le donne hanno scritta dentro questa capacità di sovversione autentica, primordiale, probabilmente rafforzata dalla fatica che hanno dovuto impiegare per raggiungere ciò che spettava loro di diritto e che il maschio egemone gli ha spesse volte negato.
Un libro uscito di recente per casa Rizzoli ripercorre le vicende di alcune di queste donne battagliere. “Le scandalose” di Patrizia Carrano, indicato dal bellissimo dipinto di Velàzquez in copertina.
Cleopatra, Messalina, Camille Claudel, George Sand. Artemisia, Luisa Sanfelice, Margherita di Valois. Isadora Duncan, Eleonora Duse. Teodora di Bisanzio ed Elisabetta Tudor.
Queste e tante altre. Disperatamente avide della possibilità di sfidare momenti storici e contesti incapaci di accettarle.
Donne assolutamente fuori dagli schemi, donne di scandalo. Donne che prendono coscienza di una diversità esistenziale che nessuno impone, ma che esse stesse sembrano scegliere liberamente, intellettualmente, ogni giorno della loro vita, ogni istante della loro storia.
Patrizia Carrano, da sempre attenta all’universo femminile, ne ripercorre adesso le vicende in venti brevi deliziosi ritratti.
Venti figure di donne narrate attraverso quattro ampie sezioni tematiche: le scandalose e l’amore, le scandalose e la disobbedienza, le scandalose e il sapere, le scandalose e il potere.
Il taglio della scrittura è assolutamente giornalistico, rapido, godibile nella lettura. Si offre senza bizantinismi ma ponendo al centro dell’obiettivo narrativo la nitida e ben definita evocazione dei caratteri, delle esperienze, delle psicologie di ciascuna delle venti eroine raccontate.
E’ una lettura che diverte, che fa riflettere. Una sorta di appassionante viaggio nella dimensione del vissuto, dove ogni esempio umano diventa il simbolo, la rappresentazione di qualcosa di assai più profondo.
La volontà di essere qualcosa di diverso, qualcosa di unico. Una volontà che sposa la politica, il danaro, il sesso. Qualche volta l’arte.
Ogni donna lascia al lettore contemporaneo la sua piccola grande eredità. Ed è un’eredità preziosa, dacché si concilia alla vita, alla verità, a quello che ci è consentito tramandare con la parola scritta.
Leggetelo amici e ne riparliamo insieme prossimamente.
Qualche cenno biografico
sull'autrice
Patrizia Carrano è nata a Venezia, ma vive e lavora a Roma. Scrive per la radio e la televisione; come scrittrice ha esordito con “Malafemmina” (1977) cui è seguito “Le signorine grandifirme” (1978). Presso Rizzoli sono apparsi tra gli altri: “La Magnani” (1982), “Baciami stupido” (1984), “Erna rossofuoco” (1989), “Cattivi compleanni” (1991), “L’ostacolo dei sogni” (1992). Più recenti sono: “Notturno con galoppo” (1996), “A lettere di fuoco” (1999), “Illuminata” (2000), “Campo di prova” (2002), “Le armi e gli amori” (2003). I suoi libri sono tradotti in cinque lingue.
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Luigi La Rosa
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