Ricercario
di Luigi La Rosa
A proposito di letture:
“Il libro dei teschi ”
di Robert Silverberg
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quattro amici,
la misteriosa leggenda
di un manoscritto
capace di dare la vita eterna
e una setta di monaci
adoratori di teschi
un viaggio verso un sogno,
una corsa all’utopia
che si trasforma
in ricerca esistenziale
e tentativo di conoscenza
del proprio mondo interiore
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Saluti amici,
Ritorno dalla Sicilia con un’altra delle mie scoperte letterarie. “Il libro dei teschi” dell’americano Robert Silverberg (Fazi, pp.251, 15 euro).
E come sempre, sento giusto pagare il debito della mia riconoscenza alla persona che mi ha suggerito la lettura di questo libro: Alessandro, uno dei miei più attenti allievi.
A esser sinceri, il romanzo mi è stato passato qualche giorno prima della partenza: ha viaggiato con me, nella valigia di sempre, sorbendosi il caldo siciliano e alcuni umidi giorni di maltempo che hanno ricoperto di brume lo stretto di Messina.
Negli intervalli tra una lezione e l’altra, ho finito di leggerlo, decidendo di scriverci qualcosa, anche solo un’annotazione, un’impressione.
Quello che non è finito sul diario di bordo, eccolo per i lettori.
Quattro amici, un lungo viaggio, la ricerca di un tempio mitico votato alla religione dei teschi. E la possibilità di partecipare a un rituale che assicuri la vita eterna a due dei ragazzi.
Quattro amici, quattro vite completamente differenti: Ned, giovane e poetico omosessuale dalle origini irlandesi; Oliver, classico ragazzo della campagna americana con tanta voglia di vivere ma un carattere in parte imperscrutabile; Timothy, aristocratico, snob e un pò spigoloso; Eli, infine, ebreo filologo scopritore del manoscritto legato alla leggenda dei teschi.
Un testo antichissimo, una religione perduta nei millenni, e la voglia di partecipare a quel rito capace di cambiare la vita.
Qualcuno, però, dovrà accettare di morire, perché come recita il Nono Mistero: “Il prezzo di una vita deve sempre essere un’altra vita”.
Ha così inizio questa sorta di strepitosa, modernissima fuga “on the road” da un capo all’altro dell’America, filtrata dalle voci degli stessi protagonisti e attenta a non smarrire mai neppure un briciolo dell’emozione, del timore, della fascinazione generali.
La narrazione avanza tra avventure, scambi di battute, sbronze, incontri, amicizie, litigi, messe in discussione reciproche. Il ritmo è sempre elevato, brillante, come la lingua dello scrittore americano, magnificamente tradotta da Marco Pittoni.
Il gruppo si muove lentamente in direzione Arizona, e infine raggiunge realmente il tanto sospirato tempio, innestandosi alla vita, ai ritmi, alle inquietanti abitudini dei monaci che in esso vivono e perpetuano la conservazione dei loro misteri. Lentamente, il romanzo scivola verso registri cupi dando risalto alle sfumature psicologiche della narrazione, e l’attesa del lettore cresce insieme alle pagine, insieme a una soluzione che si prospetta comunque drammatica, dalla quale si fatica ad uscire.
Cari amici, che dire ancora?
Vi dirò solo che una volta iniziato questo meraviglioso romanzo, me lo son trascinato dietro ovunque andassi.
Vi dirò che William Friedkin (per quanto non lo conoscessero il regista de “L’esorcista”) ha già acquistato i diritti per farne un film.
Vi dirò che la scrittura di Silverberg è davvero una radicale discesa al sostrato di un’interiorità in movimento, che si evolve insieme al racconto, che cerca nuove strade e conduce i personaggi a continue maturazioni.
Leggetelo, non aggiungo altro. E magari ne riparleremo insieme.
Breve profilo biografico dell'autore
Robert Silverberg è nato a New York nel 1935. E’ tra gli autori più prolifici, più acclamati e noti nel campo della fantascienza. Recentemente è stato insignito del prestigioso Gran Master Award. Riconosciute da innumerevoli premi le sue opere sono una pietra miliare della narrativa americana degli ultimi cinquant’anni. “Il libro dei teschi” è uno dei suoi capolavori e diverrà presto un film di William Friedkin (il regista de “L’esorcista”).
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Luigi La Rosa
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