Ricercario
di Luigi La Rosa
A proposito di letture:
In fuga
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nell’ottima traduzione
di Susanna Basso
arriva in Italia la terza raccolta
di racconti di Alice Munro,
la grande scrittrice canadese
che Pietro Citati definisce
una sagace anatomista
dell’anima e dell’identità femminili
storie tragiche, dolorose
sul crinale della crisi
e di un malessere inguaribile,
caratterizzate da una forza
che consente comunque
il riscatto e l’emancipazione
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Nuove letture, grandi scoperte, amici!
Stavolta, mi riferisco ad Alice Munro, che arriva in Italia con tre splendide raccolte di storie.
Quest’oggi mi occuperò soprattutto dell’ultima, dal titolo emblematico e assai poetico: «In fuga» (Einaudi, pp. 312, 11 euro).
Un libro davvero geniale, che nasce come una sorta di ampio romanzo-mosaico, nel quale ogni tessera è una storia, conclusa e gravitante come una perla, sul binario di un tempo ciclico, devastante, che sembra toccare, sfiorare e poi abbandonare, le esistenze delle delicate protagoniste.
Sono infatti quasi tutte donne le amabili protagoniste di questi racconti: strambe donne americane segnate dalla crisi e dalla diversità.
Una diversità che riguarda la vita, il pensiero, gli ideali, il rapporto con l’altro sesso, la visuale dello sguardo che lasciano depositare sulle cose.
I loro movimenti sono quasi goffi, come folli le loro aspettative sulla vita. Si abbandonano a dolori ben più grandi di loro, che solo apparentemente non sono in grado di vincere. Dettano leggi di un mondo spietato, in lenta decomposizione, universalmente dominato dal caos della pazzia, ma sono però capacissime di combattere convenzioni, tabù, ipocrisie. Ragazze che segnano solchi rigorosi su cui avanzare, cercando sempre il cambiamento e la rinascita. Non facendosi abbattere dai morsi della vita.
Ho scoperto Alice Munro su suggerimento di Michael Cunningham, che l’ha definita una delle più grandi scrittrici contemporanee del mondo.
E più leggevo più le coordinate della sua scrittura crepitante e impellente si allargavano sotto i miei occhi, raggiungendo territori sconosciuti.
Mi sembrava di sprofondare dentro un vortice di emozioni e di dolori. E di trovare me stesso, nella stessa fibra dolente che mi si affacciava davanti.
Ho vissuto settimane di grande godimento letterario, perdendomi dietro alle superstizioni, alle nevrosi di Robin; al tradimento di Grace; alle ferite inguaribili di Sylvia. Quello che Alice Munro delinea con magistrale talento è un cosmo malato, sfigurato, sul punto di deragliare: basta un elemento d’impercettibile portata perché i destini prendano direzioni impreviste, incontrollate. Perché precipitino in abissi cupi, senza fondo.
La storia si fa estremamente oscura e rarefatta, mossa da inquietudini ed esorcismi indecifrabili. Ma bastano il candore e la poesia di un sogno ancora intatto, riscoperto per caso, per restituire alle cose vigore, energia, forza indistruttibile. E inevitabilmente ricondurle al loro fasto iniziale.
Questa forza, non ha mancato di sottolinearla lo stesso Eraldo Affinati, in un suo acuto giudizio sull’arte della grande autrice canadese: “Nonostante tutto, le ragazze fragili e intelligenti che hanno visto svanire i propri talenti, le signore cariche d’esperienze acuminate come lance mortali, sulle quali Alice Munro concentra l’attenzione, vogliono continuare a vivere. Questo ce le fa amare. La bellezza dei loro mondi interiori, ne siamo certi, è un fuoco che non smetterà mai di ardere e prosperare”.
Amici, vi prego di concedervi il privilegio di queste bellissime pagine. Non ve ne pentirete in alcun modo.
Vi addentrerete in un universo vero, inquieto, doloroso ma che scoprirete sempre più simile, sempre più somigliante a quello della vita reale.
Il confine tra verità e apparenza è sempre estremamente sottile, friabile, frastagliato. E Alice Munro possiede il segreto del prezioso passaggio tra una sponda e l’altra: dalla luce all’oscurità, dal caldo al gelo. E’ sufficiente un minuscolo affondo, un piccolissimo salto dentro il vuoto, per ritrovarsi tra le allucinazioni interiori di queste magiche, meravigliose storie d’altri tempi. A duro contatto con la vita. Benvenuti, amici.
Breve profilo biografico dell'autrice
Alice Munro è la più importante autrice canadese contemporanea.E' cresciuta a Wingham, Ontario. Ha scritto numerose raccolte di racconti. Nella sua lunga carriera ha ricevuto una quantità di premi letterari, tra cui il National Book Critics Circe Award. Einaudi ha pubblicato anche "Il sogno di mia madre" (2001) e "Nemico, amico, amante..." (2003). |
Luigi La Rosa |