Ricercario
di Luigi La Rosa
A proposito di letture:
"Kamikaze d'occidente"
di Tiziano Scarpa
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un romanzo articolato, complesso,
per taluni versi crudo e spietato,
assai abile nel mettere a nudo
le contraddizioni e le ipocrisie
di tanta contemporaneità
una forma narrativa straordinaria,
a differenti livelli contenitori,
ciascuno dei quali capace
di riverberare la ricerca
di significato complessiva
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Cari Amici
Una lettura che non potete assolutamente permettervi di perdere. Mi ha tenuto compagnia per l'intero viaggio di rientro dalla Sicilia, ed eccola a voi tra i nuovi consigli letterari di questa calda settimana primaverile.
Tiziano Scarpa, "Kamikaze d'occidente" (Sintonie Rizzoli, pp. 309, 15 euro).
Partiamo dalla copertina, realizzata su progetto grafico di Enzo Aimini a partire da un lavoro del cinese Liu Ye. Due singolari bamboline su sfondo di sipario rosso, con mazzi di tulipani tra le mani e al centro della scena, un accattivante angioletto-lettore.
Un'immagine a suo modo piena di ironia e di mistero, che cattura e che incuriosisce quanti come me fanno del libro un'attesa che si rivela fin dai primi particolari del tatto, del profumo, del colore.
Mi addentro così tra le primissime pagine del romanzo, dove la tensione narrativa è affidata all'estroso io narrante dello scrittore-gigolò alle prese coi desideri inconfessati delle sue numerose clienti.
Scrittore e amante di donne per professione, il protagonista passa da un'avventura erotica all'altra in attesa che qualcosa si compia.
Il suo è un calendario che sfoglia lentamente i giorni all'incontrario, finché da un tizio che si fa chiamare "l'italiano" non arriva la proposta capace di cambiare completamente la sua vita. Qualcosa di strano ma a suo modo grandioso, che innesca la riflessione, che mette luce allo sguardo.
Il nostro abile amatore dovrà raccogliere spunti e accadimenti del vivere all'interno di un diario "cinese" capace di denudare l'orrore imperante della dimensione occidentale. Europea e americana in primo luogo.
Lo scrittore dovrà redigere un diario per il governo cinese, partendo dalle proprie avventure quotidiane, cercando di evidenziare i risvolti oscuri delle cose, dando a ogni momento della giornata una valenza informativa.
Ha inizio così questo diario-fiume a mio parere davvero bello e riuscito. I capitoli si succedono secondo il crescere lento dei giorni, seguendo tutto un itinerario fatto di viaggi, fughe, vacanze, sesso, appuntamenti, pensieri, inquietudini. E ancora riflessioni, che si aprono e si chiudono come brevi parentesi nel procedere ordinato della storia, che si innestano al testo come appendici capaci di sospendere momentaneamente la tensione narrativa della scrittura.
Scarpa adopera caratteri differenti, differenziando chiaramente la diversa natura del testo e i suoi vari momenti.
Potremmo parlare di più livelli affabulatori che si intrecciano alla struttura di fondo, questo work in progress postmoderno nel quale uno dei tanti eroi del sottobosco contemporaneo cerca disperatamente di trovare un proprio ruolo, una propria accettabile presenza nella vita.
Cari lettori, perché lo consiglio? Per i seguenti motivi:
uno) per la bellezza della scrittura che delle volte raggiunge momenti di sofisticata raffinatezza (si veda, ad esempio, il meraviglioso paragrafo nel quale l'autore e la piccola Corinna osservano le stelle sul cielo vuoto di una notte di S.Lorenzo).
due) per la forza civile della denuncia (mi colpiscono molto quei tentativi illuministici della ragione di trovare una spiegazione alle cose, a una vita politica ideologica culturale di un paese che non funziona).
tre) per il pregio della parola, che in moltissime pagine raggiunge vertici di grande stile. Tiziano Scarpa rappresenta uno di quegli scrittori che a mio parere consentono al lettore di dimenticare la distanza effettiva tra una parola sulla carta e la vita reale. Significante e significato coincidono nel suo immaginare la vita e trasfigurarla sulla pagina. Questa è bravura, non troverei altro modo per definirla).
quattro) per il coraggio delle descrizioni, per il coraggio di parlare di sesso senza stupide inibizioni, per il coraggio di dire le cose così come le si pensano, come le si vorrebbero, come la scrittura dovrebbe sempre insegnarci a fare. Vi sembra poco?
Alla fine della lettura, il desiderio sarebbe solo quello di ricominciare dalla prima pagina del romanzo.
Ripartire dal modo che il narratore veneziano ha di ritrarre il quotidiano, il rapporto con le cose, con la ricerca di quella felicità che probabilmente c'è, esiste, la si può raggiungere, ma solo nel tentativo di cercarla. O di desiderarla, di trasformarla in parola.
Felicità uguale desiderio di felicità. Bella equazione!
Alla prossima settimana amici!
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Qualche cenno biografico sull'autore
Tiziano Scarpa è nato a Venezia nel 1963. Ha pubblicato: "Occhi sulla graticola" (Einaudi 1996), "Amore" (Einaudi, 1998), "Cos'è questo fracasso?" (Einaudi 2000), "Venezia è un pesce" (Feltrinelli 2000, in versione audiolibro, Il Narratore 2002), "Cosa voglio da te" (Einaudi 2003). Con Raul Montanari ed Aldo Nove ha scritto "Nelle galassie oggi come oggi" (Einaudi 2001). I suoi libri sono tradotti in varie lingue, tra cui il cinese.
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Luigi La Rosa
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