Ricercario
di Luigi La Rosa
Una settimana, un evento:
Tradizione, cultura, poesia
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torna finalmente al pubblico
il celebre Apollo di Veio,
restaurato ed esposto
nello splendido ambiente
del Museo etrusco
di Villa Giulia a Roma
tascabili: un mondo di letture
per un’estate appassionante
cento anni di Pablo Neruda
uno dei poeti più letti e amati
dell’intero Novecento
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Cari
amici Nonostante il caldo, Roma non si ferma un attimo. Sono di questi giorni (gli ultimi che Ricercario trascorre nella capitale prima di tuffarsi nella sua calda estate siciliana) gli eventi che più stanno richiamando l’attenzione del pubblico, della stampa e dei visitatori.
Primo tra tutti, l’esposizione del celebre Apollo di Veio (500 a.C.) presso i locali del Museo Etrusco di Villa Giulia, dopo i lunghi mesi di restauro.
Una delle statue più affascinanti di tutti i tempi: il giovane dio in terracotta policroma, proveniente dall’antico tempio di Minerva rinvenuto in località Portonaccio. Uno dei pezzi che dovevano presenziare i suggestivi locali della preghiera e del culto.
Fascino del mondo antico!
Davanti alle opere classiche mi è sempre piaciuto immaginare un veloce viaggio retroattivo nel tempo e negli spazi.
Tornare indietro di millenni, vedere queste stesse opere nei luoghi reali ai quali dovettero storicamente appartenere. Sentire le voci che dovettero circondarle, osservare i volti di quelle genti ancestrali, scoprirne uno che ci pare perfino di conoscere.
L’Apollo proviene dalla bottega fondata dal maestro Vulca, richiamato poi nella capitale da Tarquinio Prisco intorno al 580 a.C.
L’epoca d’oro dei vaticinii, dei cieli che predicevano il futuro, degli àuguri, giorni in cui città e foresta ruggivano insieme sulla riva del grande fiume.
Un’epoca di eroi e di barbari, per dirla con Rimbaud. L’epoca d’oro nella quale la vita e la morte si giocavano come semplici dadi.
In fondo, tutto ritorna amici. Chi deve capire capisca. Panta rei.
Si prospetta per tutti un’estate piena di letture e di divertimenti. E un fatto importante per l’editoria italiana è rappresentato a mio parere da questo proliferare continuo di edizioni tascabili e a basso costo.
Piuttosto che l’eleganza grafica e la raffinatezza delle edizioni si sceglie oggi la possibilità di leggere, di conoscere, di navigare con la mente.
A meno di dieci euro il lettore di qualsiasi età e condizione economica può veramente avvicinarsi a libri di grande interesse.
Opere di narrativa, di saggistica, libri di viaggio, di intrattenimento. Ce n’è proprio per tutti e per tutti i gusti.
Guai a una cultura che diventasse elitaria, settaria, stabilendo dei prima e dei poi, dei sì e dei no.
Tutti davanti alla parola siamo nudi, bisognosi di capire. Tutti abbiamo diritto di crescere, e di farlo nel migliore dei modi.
La mia vecchia idea di cultura come luogo della democrazia e del confronto trova in questa stagione felici risonanze.
Per farsi un’idea delle mille possibilità di lettura, basti visitare la bella rassegna di proposte fatta da www.alice.it.
Mi raccomando, amici, non perdetevi nulla. Non siamo eterni, e ogni libro che non abbiamo letto sfogliato amato, non lo scopriremo mai più.
Ultimo punto della mia riflessione settimanale, i cento anni dalla nascita di Pablo Neruda.
Dappertutto, l’editoria si appresta a riscoprirne le più belle pagine, le più esemplari raccolte.
Si moltiplicano le iniziative culturali per celebrare uno dei massimi poeti del Novecento, colui che ha fatto della “gioia di vivere” il motore pulsante del canto. Neruda rappresenta la scoperta dell’erotismo, l’implosione dei sensi, quel calore di una sensualità che lentamente si promana al mondo intero, rischiando addirittura di fagocitarlo nel suo mistero.
E’ soprattutto il poeta che paga con la vita, l’ emarginazione, addirittura con l’esilio, la volontà di rimanere fedele a se stesso. Ai suoi ideali.
Prima di essere quel grande artista che è, rimane l’esempio di un uomo di pensiero da cui tutti dovremmo imparare qualcosa.
Decido di riprenderlo in mano al più presto, ci torneremo insieme amici, promesso. Ora Ricercario va a chiudere la sua valigia. Ci ho messo dentro tante di quelle cose, libri su libri, voglia di mare, di sole, ma soprattutto il bisogno di lavorare alla storia che mi porto dentro da anni.
Entro la fine dell’estate il romanzo dovrà essere a buon punto. Almeno me lo auguro. Domani sera salirò sul pullman di sempre e rivedrò le facce che conosco, pendolari anch’esse quanto me.
Auguro a tutti voi una buona estate amici. Si torna in Sicilia.
Alla prossima settimana.
Luigi La Rosa |