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Ricercario
  a cura di Luigi La Rosa


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    Ricercario
    di Luigi La Rosa

    Una settimana, un evento:
    500 bandiere per essere città

    Piera Mattei visita
    il quartiere di Librino,
    dove viene accolta dai ragazzi
    del laboratorio di scrittura
    dell’istituto Campanella-Sturzo

    Antonio Presti presenzia
    la festa delle 500 bandiere etiche
    che le scuole catanesi
    regalano al quartiere e alla città,
    come simboli di etica
    e testimonianza di bellezza


     Amici cari,

    Ultima lezione coi ragazzini di Librino - ultimo appuntamento prima di riprendere in autunno.
    Stavolta ci torno in compagnia della scrittrice e amica Piera Mattei, già ospite di Ricercario e da sempre attenta alle cose che ci riguardano: i numerosi progetti del mio impegno di scrittura in Sicilia.
    Sposiamo l’incontro con gli allievi a un altro evento formidabile che sceglie Catania (ma soprattutto il quartiere di Librino) come luogo elettivo della sua denuncia artistica e civile.
    Riguarda Antonio Presti, l’illustre mecenate siciliano che da anni porta avanti la sua battaglia personale e il tentativo di dare un’impronta etica alla ricerca della bellezza.
    In una terra difficile e non poche volte votata al sopruso e all’abominio, l’opera di Presti segna un punto di svolta decisivo, pagato a prezzo di sforzi immensi, ma di altrettanto universali consensi.
    La bellezza - testimonia Presti – quale valore fondante della vita. Come riferimento pieno, carismatico: fede incrollabile davanti a un orizzonte di qualunquismi e squallide omologazioni.
    I ragazzini ci accolgono a scuola pieni di emozione: dopo giorni, mesi di lezioni dedicate alla scrittura, non riescono a credere di essere alla presenza di una scrittrice vera, arrivata in Sicilia per incontrarli.
    Al loro fianco il preside Lino Secchi e tra le altre, le professoresse Angela Natoli e Luisa Torrisi, che hanno saputo indirizzarli e accompagnarli nel corso delle loro esperienze di laboratorio.
    Passato l’autunno, è finalmente tempo di raccogliere i frutti del lavoro svolto. E tutti fremono per l’occasione.

    Arriviamo dopo aver percorso la strada che dal centro cittadino conduce all’aeroporto, sulla quale svettano centinaia di bandiere multicolori, recanti messaggi di pace e amore per la poesia. Bandiere realizzate dagli allievi di Catania, disegnando, colorando, lasciando traccia di una fatica che adesso brilla sotto il sole di maggio. Approdiamo in un mattino estivo, che indossa sfavillii di luci, suoni, voci. E’ festa dell’arte, festa della parola. E Catania, oggi, ci sembra fantastica.
    Piera Mattei, affascinata dalla recente salita al vulcano e dalle bellezze di una città che respira storia e tradizioni, rimane incantata dalla vitalità che anima il quartiere, verso il quale confluiscono tutte le scuole di Catania, invitate dall’evento di Antonio Presti.
    Il mecenate (già conosciuto per la realizzazione di Fiumara d’Arte, al quale va la mia stima personale di amico e di collaboratore) affronta l’ennesima sfida nel segno della cultura, dell’arte, del valore.
    Solo nelle sue imprese creative, com’è sempre stato, ma circondato dal consenso degli intellettuali e dal messaggio d’affetto del capo dello Stato, si confronta oracon un quartiere che intende rilanciare il suo messaggio di crescita e di sana provocazione.
    Non dimentichiamo il recente progetto sugli spot di poesia, che ha portato a Librino i maggiori poeti viventi dei giorni nostri.
    Non dimentichiamo il tour con gli scrittori stranieri passati da Librino a raccontare il loro incanto siciliano.
    Ci muoviamo insomma sulla scorta di quel grande amore pasoliniano per le periferie - luoghi nei quali si mette in discussione l’egemonia del potere centralizzato e dove l’umanità riscopre le sue impellenze comunicative.
    La scelta intellettuale di Presti si fa ancora più encomiabile e più vitale, poiché decide di mantenersi al di fuori di interessi e sostegni politici di ogni genere e colore.
    Nell’epoca dell’apparire, egli sceglie di “essere”. Perché l’arte possiede tale potere. Il potere di “essere”. Ed essendo, lasciare il segno.
    Un segno che diventa nostro, di tutti, dei ragazzini catanesi ma insomma di quanti vogliono crescere alla scuola di una autentica ribellione.

    “Un’esperienza che mi tocca profondamente – ha ribadito Piera Mattei, nel salutare i ragazzini e raccogliere i cartelloni che hanno realizzato partendo da un suo racconto (Nord, edizioni Manni) – perché dimostra come la sensibilità sia ancora presente, preziosa, e la cultura l’antidoto migliore contro gli stupidi stereotipi televisivi che troppe volte vengono oggi proposti ai nostri ragazzi”.
    Ripartiamo da Librino per tornare a Roma con la gioia nel cuore. Il lavoro di giorni, di pomeriggi di scrittura, e la fatica delle mie numerose notti di pendolare in pullman hanno ricevuto oggi l’abbraccio più degno.
    Ribadisco la mia fede assoluta nella parola, amici. Quella che cambia la vita, che c’indirizza verso il futuro che ciascuno di noi si è scelto.
    Ha ragione Antonio Presti. L’essere ripaga sempre, nonostante tutto, anche a prezzo della solitudine di un tempo che non ci favorisce.
    Invito tutti a passare da Librino e venire a vedere le bandiere dei ragazzi di Catania. Vi emozionerete sotto gli stendardi che danzano al cielo schiaffeggiati dal vento, com’è accaduto a me, alla Mattei, come accade a tutti quei giovanissimi allievi.
    Nessuno dev’essere escluso dalla celebrazione della bellezza. Nessuno può mancare nell’ora dell’arte e del libero pensiero.

    Luigi La Rosa