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Ricercario
  a cura di Luigi La Rosa


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    Speaker's Corner
    Ricercario
    di Luigi La Rosa

    Una settimana, un evento:
    quando i libri
    vincono la censura!

    arriva in libreria un romanzo
    a dir poco esilarante:
    "I fidanzati bulgari"
    dello spagnolo Eduardo Mendicutti

    una storia libera, divertente,
    un esempio estremamente
    raffinato e intellettuale
    in un mondo conformista,
    ancora troppe volte macchiato
    da censure e pregiudizi


      Carissimi,

    Siamo arrivati al dunque, al testo a cui ho lavorato durante questi mesi e che tantissimi lettori stanno già leggendo con piacere. “Pensieri di Natale”, uscito da qualche settimana per le edizioni Bur.
    Lo trovate in tutte le librerie, e spero possa tenervi compagnia per un attimo della vostra vita, come l'ha fatto con la mia.
    Siamo alla fine di un'avventura cominciata nel caldissimo mese di luglio, tra i vicoli infuocati di una capitale quasi deserta, e resa possibile grazie al sostegno insostituibile della casa editrice e dai tanti amici che mi si sono stretti intorno con l'affetto e il calore di sempre.
    Prima di aggiungere altro, voglio ringraziare tutti. Di cuore. Gli allievi per primi, che mi si sono affiancati con un senso di amicizia commovente e non hanno mai permesso ai miei nervi di cedere, di crollare.
    Gli amici artisti, scrittori, intellettuali – pure essi partecipi della mia fatica e di quella ricerca complessa, onnivora, multiforme, che in alcuni momenti mi si prospettava infinita, ardua, potenzialmente impossibile.
    Ma soprattutto gli editor (Maria Rosa Bricchi e Maria Cristina Maiocchi in special misura), che mi son rimasti accanto con una cura amorevole, insegnandomi cosa sia il lavoro d'équipe, la realizzazione concreta di un testo, quali siano le problematiche interne che consentono al pensiero di un autore di prender forma sulla pagina, diventare sostanza, scrittura.
    Ma non è di me che volevo parlare in questo spazio dedicato agli eventi della settimana. Vorrei riservarlo invece a un testo particolarmente interessante, che giunge per i tipi Voland e che ha deliziato letteralmente questi miei ultimi giorni sospesi tra viaggi, spostamenti, incontri coi lettori.
    I fidanzati bulgari ” (pp. 185, 13,00 euro) dello spagnolo Eduardo Mendicutti, uno dei più apprezzati narratori della sua generazione, che leggiamo nella traduzione di Francesca Lazzarato.
     
    Ne parlo all'interno di questa sezione perché reputo davvero un grosso evento la liberazione intellettuale di uno scrittore a lungo oscurato dalle briglie del regime e dei poteri dominanti.
    Qualcosa che dovrebbe spingerci a riflettere, soprattutto in epoche di così becero oscurantismo nostrano.
    Un autore vittima dell'infamia franchista, restituito alla libertà di pensiero e di espressione dopo la tremenda censura degli anni passati. Narratore estroverso, geniale, esilarante, ironico all'ennesima potenza, che diverte insegnandoci alcune verità fondamentali sull'amore e sui rapporti umani.
    A capo della matassa narrativa di questa storia, un triangolo amoroso dai risvolti strepitosi, ma autenticamente intimi, dolorosi, toccanti.
    Un uomo - un uomo innamorato di un altro uomo: un ragazzo bulgaro. E questo ragazzo bulgaro a sua volta innamorato di una donna.
    Una trinità sentimentale seppellita nelle remore di una situazione intricata, che lega letteralmente a sé il lettore per quasi duecento pagine di scrittura lucida, vitale, rigorosa. Senza mai perdere mordente o sbiadire in banalità o sentimentalismi d'occasione.
    Lo sfondo della vicenda oscilla tra Madrid, la Madrid della vita notturna gay della Puerta del Sol, e Sofia, che in qualche modo rappresenta l'altra faccia della condizione esistenziale dei personaggi, la radice dalla quale e verso la quale fuggire per recuperare il proprio rapporto col passato e l'identità.
    All'interno delle pagine, figure estrose e fantomatiche, di una comicità impellente e spesso incontenibile, che tuttavia non nascondono la condizione fondamentale comune a tutti: la solitudine, quel senso di abbandono e di strazio che diviene protagonista assoluto del romanzo, un sentimento che spinge a scelte decisive, a volte grottesche, quasi sempre tenerissime ma fatali.
    L'ironia è lo strumento sagace attraverso cui recuperare le coordinate corali del racconto: un'ironia graffiante al limite del magnetismo, un sorriso costante che diluisce il testo, lo mescola al fluire dell'intreccio, che ne ammorbidisce i tradimenti, ne sfoca le remissioni, ne colora i conflitti, ne colma le lacerazioni, tingendo di bellezza gli innamoramenti.
    L'esempio, nell'incipit stesso del libro, che già da solo costituisce un raro esempio della grandezza letteraria di Mendicutti: “Ero un caballero, avevo un fidanzato bulgaro e il bulgaro aveva a sua volta una fidanzata bulgara, e tutti e tre formavamo una singolare famiglia in gestazione, un'incipiente, insolita e vertiginosa trinità familiare in cui loro condividevano tutto ciò che era mio, e di quel che era loro io condividevo soltanto il bulgaro”.
    Considero “I fidanzati bulgari” un atto di estrema, necessaria libertà narrativa, e lo consiglio caldamente a tutti.
    Abbiamo bisogno di simili prese di coscienza, amici. Abbiamo bisogno di storie che ci riportino all'esigenza di amare senza condizionamenti e stupidi preconcetti.
    Ci affacciamo a un nuovo millennio: cerchiamo di aprire la mente e di rispettare realmente chi ci sta accanto. Qualsiasi possa essere la sua propensione sociale, religiosa, affettiva, culturale, emotiva, sentimentale, sessuale. Zapatero docet!
    Forse, il fatto che questo magico libro arrivi dalla Spagna non è un caso. Chi ha orecchie per intendere intenda!
    E grazie all'editore Voland di avercelo regalato.

    Luigi La Rosa