L'avventura è cominciata.
C'è un'aura di mistero che circonda i protagonisti.
Il momento è delicato, sta per accadere qualcosa di interessante, di
molto
interessante...
Scrivi la prossima pagina, il Romanzo ti aspetta.
Adesso.
Ma il sole.
Già, dov' è finito il sole?, si chiede.
La vettura, una Opel senza parafango, è parcheggiata ma puzza
d'abbandono.
L'aria è densa, i gas dolci stagnano nella gola. Un uomo si avvicina
alla macchina, voltandosi indietro. Il suo passo è una corsa contratta. Si
gira per verificare che non ci sia ancora nessuno.
L'uomo, bianco, sui trenta, corporatura leggera ma non agile, si
appoggia sul cofano della Opel opaca. Poi, reagendo a una ipotetica
scarica elettrica, sobbalza.
Il cielo è rosso. Quasi viola che sembra naturale.
L'uomo apre il cofano. Beve da una bottiglia mezza vuota. Ha sete, una
sete incredibile, scrosciante. Infila nella tasca posteriore dei
jeans l'involucro di panno nero. Richiude lentamente. Poi ripercorre
tutta la traiettoria intorno alla macchina.
Il cielo morde i bordi dei palazzi. I palazzi diventano ombre
ingombranti.
L'uomo apre lo sportello ed entra. Prima di sedersi tasta bene il sedile di pelle cucita. Sembra cercare qualcosa. Trova un paio di occhiali che inforca. Si guarda allo specchietto retrovisore che mostra interminabili auto avanzare.
L'uomo fissa davanti a sé. Poi sente la mano che gli afferra la gola.
Pensa che è finita, ma le parole di lei gli dicono di stare seduto e
attendere il momento opportuno. E lo morde con così tanta forza da lasciare
tutti i capillari sul selciato. Si china su se stesso per il dolore e riesce
solo a vedere la sua chioma bionda ondeggiare sul sedile posteriore.
Parti, dice. Dove sai tu, ma non subito.