Romanzo moltitudine
a cura di Michele Rossi
Terzo capitolo
Prima tappa di Michele Rossi
Le pareti dipinte di carta da parati color fegato si confondono con la
moquette indistinta che giace, incollata a terra.
La finestra è uno spiraglio, o forse un occhio, uno squarcio sul
fuori.
Mille voci scorrono dentro Andreas, nel suo stesso corpo, nella sua
stessa
pace, nei suoi propri sensi.
Una storia più grande di lui, sembrava una storia più grande di lui.
Guardava sul tavolo i sacchetti di plastica, i preservativi annodati
pieni
di merda. Guardavo lo specchio incrostato. Leccava la banconota da
cinquanta euro, per non perdere niente.
Da dove era partito tutto?
Forse da un pomeriggio troppo silenzioso, troppo desolato. E dalla
terribile voglia di emergere, perché, cazzo, non ne poteva più di
continuare a vedere personaggi mediocri farsi avanti a colpi di frusta
e
leccate, non voleva e non poteva più vedere. Oltre a suo padre, certo,
alla
sua barba grigia e ispida, oltre a tutte le attenzioni?
Quello che faceva era non molto, in fondo. Aspettava il corriere,
quella
donna meravigliosa, lei sì veramente inquietante, bionda e felina,
Linda?
aspettava il corriere, a volte arrivavano floppy disc banalissimi,
senza
etichetta, da imbustare e imbucare nella cassetta rossa davanti al
bar
Ferroni, a volte arrivavano piccole partite di coca, e quella la
imbustava
nei preservativi, se li metteva dentro, andava dall'altro corriere, al
porto, e poi bastava spingerli fuori in un secchio, ed era fatta.
E allora cos'è che lo inquietava?
Forse, forse il fatto che ad una membrana da lui, ad appena una parete
di
distanza c'erano Toni e Lisa, cazzo, non due qualsiasi, Toni e Lisa. E
Miccillo quando si arrabbiava era una bestia, aveva le zanne, la bava,
la
ferocia. Lui lo sapeva bene?
Andreas ingoia una pasticca bianca, si lava le gengive con la merda
bianca,
e, sudando come un maratoneta, s'infila la pistola nella cintola, dei
pantaloni, anzi no, nella tasca dietro, anzi, nella cintola.
Le mani saettano e schizzano.
La membrana è sottile, si rompe con facilità.
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