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Speaker's Corner
 
Romanzo moltitudine
   a cura di Michele Rossi

INCIPIT di Michele Rossi

PRIMO CAPITOLO
  • Prima tappa
    di Giovanna Errico

    giovannaerrico@hotmail.com
  • Seconda tappa
    di Andrea Guano

    aguano@inwind.it
  • Terza tappa
    di Marco Saya

    poesiaoggi@yahoo.it
  • Quarta tappa
    di D.Dibitonto

    dibitonto.d@tiscalinet.it
  • Quinta tappa
    di Mirko Gagliano

    mirko@panet.it
  • Sesta tappa
    di Andrea Guano

    aguano@inwind.it
  • Settima tappa
    kstanzilli@libero.it
  • Ottava tappa
    di Marco Saya
    poesiaoggi@yahoo.it

    SECONDO CAPITOLO

    TERZO CAPITOLO

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  • Primo capitolo
  • Secondo capitolo
  • Terzo capitolo

    Diario di bordo



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    Romanzo moltitudine
    Romanzo moltitudine
    a cura di Michele Rossi


    Prima tappa

    Essere lì dove era in quel preciso momento lo faceva godere di un piacere sottile e violento. Lo sapeva.
    Lo sapeva che l'avrebbe ritrovata. Essenziale era attendere che l'oscurità ingoiasse gli ultimi lividi raggi di un giorno opaco. Un caldo gelido lo cullava dove la carne gli era stata strappata via, dove il suo sangue correva libero e liquido, prima di iniziare inevitabilmente a rapprendersi e a formare grumi. Per guarire. Perchè la carne vuole continuare imperterrita e sorda la sua corsa in questo mondo dannato.
    La folta capigliatura saltò sul sedile anteriore atterrando quasi senza peso.
    Avvertì nuovamente l'elettricità del suo corpo, quell'energia fulminante e incontenibile.
    Allora? Ce l'hai? La voce di lei ora un sussurro.
    Poi lo urla. Ce l'hai, cazzo?!
    Voglio vedere quello che hai preso. La mano di lei, dolce ora sul suo collo, pretendeva.
    La mente dell'uomo prese a correre, correre, correre senza fiato, correva voltandosi in ogni direzione,correva disperatamente verso un anfratto buio, un anfratto oscuro per confondere.
    Si aggiustò gli occhiali sul naso in un gesto automatico.
    Era nervoso.
    Potevano raggiungerlo. Potevano.
    Il quotidiano suicidio del sole era ben riuscito per l'ennesima infinita volta. Ma sarebbe ancora una volta riuscito a resuscitare per lui? Il violento e perforante odore di lei andava mutando trasformandosi in odore di carne macellata. O era la sua ferita? O la sua paura?
    Ma lei ora aveva bisogno di lui. Lui continuava ad essere essenziale per lei.
    Voleva bere e lasciarsi dietro quella città, quelle case, quelle grida.. via!