"Oz - Personaggi probabili nell'editoria del terzo millennio"
a cura di Marco Angelotti
Questa rubrica è dedicata agli scrittori emergenti, quelli che lasceranno una traccia nel panorama editoriale dei prossimi decenni.
Ogni settimana proporremo un nuovo autore, presentandone le opere, scoprendo la sua vita e gustandone il talento.
Il personaggio della settimana: Paolo Brunelli
E' piacevole stare seduti ad un tavolo di un bar in compagnia di Paolo Brunelli, davanti ad una bottiglia di rosso toscano. Le parole escono, si mescolano e si librano nell'aria con la stessa semplicità con cui i bicchieri si vuotano e si riempiono ancora.
Paolo ha la capacità di raccontare per ore, senza annoiare nessuno, storie della sua Lunigiana di ragazzo, di libri che ha letto, di ciò che scriverà, d'avventure dell'Emilia universitaria degli anni ottanta, di una mosca che gli si è posata su una mano, gli ha sorriso ed è volata via. La sua immaginazione, tenuta per mano da una capacità evocativa unica, è in grado di convincere anche il più scettico degli interlocutori dell'esistenza di quadrupedi volanti nel cielo.
Per lui chiacchierare, scrivere o filosofeggiare sono aspetti diversi di un'unica arte, quella del vivere. Il suo primo romanzo, "Levante" Editrice Il Cardo - 1993, getta le basi del suo poetico dissertare: ... Levante è una piana desolata e brulla. Ed è anche un nome ch'è una burla delle coincidenze. È un orientamento dell'animo: una porta chiusa socchiusa e spalancata sulla luce dell'evidenza. Fra cento voci sussurrate e mille volti. È un fatto vero, imprevisto, ma non casuale... Levante è in mezzo a noi. Levante è dappertutto, ma non finisce lì...
Oltre a diversi racconti pubblicati in alcune raccolte, nel 1997 pubblica con Luna Editore "La scellerata vita breve di Marco Princese", e nel 2001 esce per Edizioni Clandestine "D'io c'è", fra asini che volano e Cristi che cadono giù, predicatori, anarchici, uomini-ragazzi, miti, simboli, filosofia di non-filosofia, pubblicità e cartoni animati. A Maggio 2003 uscirà il suo nuovo romanzo, "L'Africa di Viero", sempre con Edizioni Clandestine, e sarà presentato in anteprima al Salone del Libro di Torino.
Fedele alla propria etica, da lui sintetizzata nel motto "Libertà, uguaglianza e diversità", Paolo Brunelli è il compagno d'università che tutti ci saremmo augurati d'incontrare, per trascorrere incredibili serate a discorrer del tutto e a sorriderne.
Da "D'io c'è", di Paolo Brunelli, Edizioni Clandestine, 2001, ISBN 88-87899-11-8
"Cambierà."
"Non è mai accaduto."
"Succederà che sarà diverso."
" Per me non è mai cambiata."
"Non ci avrai fatto caso ma sarà cambiata anche per te qualche volta."
"Ti dico di no. Ognuno può parlare solo per se stesso. Tu non puoi saperlo."
" Sai che sei un bel tipo?"
" No, non lo sono. Piantala " disse Guerino e tolse i piedi dal tavolo.
Mario aveva il bicchiere in mano e stava bevendo ed era l'ultimo goccio.
" Andiamo " Guerino disse, ma non si alzò dalla sedia.
Mario tacque. Poi: " Non voglio " rispose. " È ancora presto. Beviamo ancora qualcosa."
" Saranno già arrivati " disse Guerino.
Mario disse: " A piedi ci vuole un sacco di tempo. È ancora presto. Saranno qui fra un'ora."
" Piove " notò Guerino. " Piove sempre quando... "
" Smetterà " fece Mario. " Al momento giusto smetterà."
Guerino soggiunse: " Non ha mai smesso."
" Ufff... " Mario fece. " Portaci un'altra bottiglia " disse al ragazzo. " Stavolta lo porti bianco, che lo sentiamo com'è."
" È buono " il ragazzo disse rispettosamente. "È del nostro anche quello."
" Bene " disse Mario.
" Sì " fece il ragazzo.
" Sono tutti uguali i funerali " dichiarò Guerino.
" Le persone sono diverse. È questo che cambia " disse Mario.
" Sono tutti uguali i preti " Guero notò.
" Quelli sì " Mario disse, " quelli sono tutti uguali."
Il ragazzo tornò e versò vino nei bicchieri.
" Grazie " disse Mario, " sei un bravo ragazzo."
" Sì " lui disse.
" Certo " disse Guerino e lo guardò.
Il ragazzo piegò lo sguardo e andò via.
Mario propose: " Brindiamo."
" A noi " alzò Guerino.
" Cambierà " Mario disse.
Guerino dichiarò: " Non è mai cambiata."
" Ufff... " Mario fece e bevve tutto il bicchiere d'un fiato. " Era un buon diavolo " mormorò dunque.
Chiese Guerino: " Lo conoscevi bene? "
" Tutti i giorni lo vedevo. Ma bene no, non lo conoscevo."
" Si può vedere tutti i giorni qualcuno e non conoscerlo bene?"
Mario disse: " Può accadere. Nessuno lo conosceva fino in fondo."
" Già " disse Guerino e sospirò.
Mario versò di nuovo e bevve.
" Tu mi conosci? " Guero domandò.
" Lo sai tu se ti conosco. Tu soltanto lo sai. Io non posso dirtelo. Nessuno può dirlo di nessuno."
" Già " soggiunse Guerino.
Mario fece: " Per lui adesso è cambiata davvero."
" È morto " disse Guero dondolandosi con la sedia, " e non è cambiato niente. È solo vita e morte. Le cose non cambiano."
" Tutto cambia " Mario dichiarò.
" Tutti sono buoni diavoli, alla fine " sentenziò Guerino.
" Sai una cosa?" fece Mario. " La penso come te."
" Brindiamo " Guerino pose. " A tutto quello che non cambia."
" Saranno qui fra poco " disse Mario.
Il ragazzo andò sulla porta e abbassò la saracinesca.
" Sono qui. Sono già qui " disse. " Sta arrivando la processione adesso."
" È tardi " fece Guerino.
Mario versò da bere e bevve d'un fiato.
" Andiamo " fece quello alzandosi a pagare.
" Chi era? " domandò sottovoce il ragazzo.
" Un buon diavolo, come tutti " rispose Guero.
" Già " disse Mario, " e tu sei un bravo ragazzo, ragazzo."