Speaker's Corner
 
RottaNordOvest
   a cura di Marco Angelotti
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    Speaker's Corner
    "Oz - Personaggi probabili nell'editoria del terzo millennio"
    a cura di Marco Angelotti


    Questa rubrica è dedicata agli scrittori emergenti, quelli che lasceranno una traccia nel panorama editoriale dei prossimi decenni. Ogni settimana proporremo un nuovo autore, presentandone le opere, scoprendo la sua vita e gustandone il talento.


    Il personaggio della settimana: Andrea Salieri
    Ho conosciuto Andrea Salieri quest'anno a Maggio, in occasione della Fiera Internazionale del Libro di Torino: il suo eclettismo s'impadronisce dell'attenzione di chiunque si trovi accidentalmente a scambiare qualche parola con lui. Scrittore, poeta e musicista, questo enfant prodige della letteratura (ha vinto il Premio Letterario di Poesia Camaiore - Opera prima nel 1989, a 26 anni, con la raccolta "Acido lattico" autoprodotta), emana una peculiare magia endogena mentre chiacchiera delle sue opere, dei progetti o semplicemente delle caratteristiche organolettiche della birra che sorseggia mentre osserva, sornione, la realtà che lo avvolge, vicina e distante. Ci siamo incontrati ancora, a Settembre, durante la serata per la consegna del Premio Letterario "La Lizza d'Oro 2002", ad Avenza di Carrara, da lui vinto col romanzo "L'urlo", edito dalla casa editrice Edizioni Clandestine. Non ha perso il suo magnetismo, l'ha incrementato. Parla e si muove come un uomo per il quale i traguardi importanti raggiunti non siano un punto d'arrivo, ma partenza per mete più lontane. Esploratore della propria interiorità, marinaio con le vele sempre al vento e l'ancora salpata, confessa candidamente di non conoscere le storie che si accinge a narrare: le scopre mentre le scrive, con i suoi lettori. Ama Rilke, Shelley e tutti i classici dell'ottocento. Tiene il suo fioretto sguainato e non risparmia stoccate a chi abbia l'ardire di sfidarlo, ma ha il sorriso pronto e accogliente quando incontra amici con i quali condividere la poetica del sogno. Sogno che afferra per mano e trasporta chiunque trascorra qualche ora immerso nelle sue opere, come "Dinamismo di un cavallo in corsa + case" (Edizioni Clandestine, 1998) e "Kay è stata qui" (Edizioni Clandestine, 2000).


    Da "L'urlo", Andrea Salieri, Edizioni Clandestine, 2002 ISBN 88-87899-28-2:

    "È una delizia non avere niente da dire.
    Ci si può permettere di sostenere conversazioni semplicemente annuendo.
    Ma bisogna essere bravi.
    Bravi e preparati.
    Per esempio, a volte capita, durante un colloquio, che l'interlocutore chieda esplicitamente un consenso e che sospinti dall'incalzare si finisca per abbozzare automaticamente un cenno d'intesa.
    Bisogna stare attenti.
    Certi errori possono costare cari.
    Si devono lasciar rimbalzare le parole.
    Altrimenti può accadere che l'altro sentendole assorbire avverta, seppur lieve, una dissonanza e prenda a formulare congetture, ad osservare meglio i vostri modi, a insinuare divergenze e a manifestare dubbi. Bisogna stare bassi, non piegati; bassi, bassi e concentrati, apparire sottili di profilo e poco imponenti a fronte. Raggiungibili e distanti.
    Confidenziali per cortesia ma con moderazione.
    Scorrere equidistanti, rassicuranti, successivi.
    Distinti e indistinguibili.
    Innocui." …

    A presto, un saluto.
    Marco Angelotti, 1 Ottobre 2002