La treccia di Ipazia
Stranezze, curiosità e aneddoti sparsi tra i libri e i loro autori
di Valeria Palumbo
Matrimoni allegri
Ne Il Matrimonio illustrato di Gesualdo e Giovanna Bufalino, tra
riflessi di odi coniugali, massime misogine e sentenze amare, sbuca
una frase di Restif de la Bretonne. «Oggi il matrimonio è solo una
convenzione fra due persone di amarsi qualche giorno e di vivere poi
insieme tutta la vita come dei semplici conoscenti». Ma chi era
questo signore così preoccupato dell'ipocrisia dei costumi?
Nicolas-Edme Restif de la Bretonne (1734-1806) è stato famosissimo in
vita per i costumi dissoluti. E un po' meno in morte per i romanzi
pornografici. Coetaneo del marchese de Sade (1740-1814), chissà
perché è oggi dimenticato anche se i suoi romanzi sono a volte di
piacevole lettura. Era nato a Sacy e morì a Parigi: provocatorio,
sregolato, licenzioso ma anche sensibile e soprattutto incontenibile
(scrisse 194 volumi di racconti e romanzi, ma qualcuno dice 203),
Nicolas-Edme ha descritto la vita nelle campagne e nelle città
francesi alla vigilia della Rivoluzione. Ma soprattutto i piaceri
carnali da lui sperimentati. Il suo titolo più noto? Le pornographe,
il pornografo, del 1769; nel 1775 pubblicò Il contadino pervertito,
cinque anni dopo apparve La contadina pervertita e tra il 1788 e il
1794 (ovvero mentre in Francia succedeva al finimondo, dalla
Rivoluzione al Terrore), le notti di Parigi. Doveva comunque essere
un tipo con la testa fra le nuvole (e fortuna che proprio per questo
non gliela tagliarono): amava le utopie e, proprio nel 1789, scrisse
un curioso romanzo utopistico, La scoperta australe. Nel 1854
Alexandre Dumas lo rese protagonista di un suo feuilleton, Ingénue.
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