La treccia di Ipazia
Stranezze, curiosità e aneddoti sparsi tra i libri e i loro autori
di Valeria Palumbo
Il pudore delle Preziose
Interessante, insolito, da leggere il saggio di Andrea Tagliapietra La forza del pudore (Rizzoli). Ha solo un difetto: benché sottolinei che il concetto di pudore sia spesso stato l’espressione della violenza e della brutalità della società tradizionale contro le donne, non parla di quanto proprio quel concetto caratterizzi la società musulmana e di quanto da esso derivino gran parte delle limitazioni e delle prepotenze imposte al sesso femminile. A cominciare da quel velo incredibilmente “riscoperto” dal ministro dell’Interno Giuliano Amato e dalla lapidazione delle adultere scherzosamente (ma che brutte battute!) ventilata dal sindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini. Per Tagliacarne il senso del pudore è positivo. Io ci andrei appunto più cauta, ma ho apprezzato le mille informazioni di cui il libro è ricco. Per esempio quel nesso tra pudore e galanteria stabilito da Madeleine de Scudéry, autrice della Conversation nouvelle De l’air galant e del lungo romanzo Clélie, cominciato nel 1653 e terminato, con l’aiuto dei frequentatori del suo salotto culturale e di alcune “Preziose”, nel 1660. Madeleine fu appunto tra le fondatrici del “circolo” delle Preziose, le donne colte e vivaci che caratterizzarono l’alta società francese del Seicento e che furono schernite da Molière nella commedia Les Précieuses ridicules. Il loro è un fenomeno simile a quello dei libertini che svolsero un ruolo fondamentale nello sviluppo del concetto di libertà e che invece vengono quasi sempre citati in senso negativo. E a sproposito. Le Preziose, a cominciare da Madeleine, non sono forse state grandi scrittrici ma hanno rivoluzionato la cultura, imponendo non solo la presenza femminile, ma anche modi e toni nuovi nel dibattito culturale, a cominciare dall’accento sulla galanteria (che non è solo una forma di educazione, evidentemente). Madeleine era nata a Le Havre nel 1607 e sarebbe morta a Parigi nel 1701. Una vita lunghissima tutta dedicata al suo salotto letterario, in cui si incontravano i maggiori intellettuali dell’epoca. E durante la quale rimase fedele alla sua antipatia per il matrimonio. Del tutto giustificata, visti i tempi.
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