La treccia di Ipazia
Stranezze, curiosità e aneddoti sparsi tra i libri e i loro autori
di Valeria Palumbo
Le donne artiste sono di moda
Ma poi i nomi che si ricordano sono pochi: Frida Kahlo, Artemisia
Gentileschi. E da qualche tempo Sofonisba Anguissola. Nella biografia
che le dedica Daniela Pizzagalli (La
signora della pittura. Vita di Sofonisba Anguissola,
gentildonna e artista nel Rinascimento; un'altra è stata scritta da
Orietta Pinessi, Sofonisba un 'pittore' alla corte di Filippo, Selene
Edizioni) si parla però anche di altre protagoniste della vita culturale
del Rinascimento. Dall'erudita Partenia Gallerati alla poetessa Veronica
Gambara. Fino alla pittrice Catharina Van Hemessen che in effetti
ebbe influenza sulla nostra Sofonisba. Di lei ci rimane un autoritratto
molto fiammingo: aria triste e incarnato un pò smunto (l'abito
con il corpetto nero e le maniche di velluto rosso è identico a quello
indossato da un'ancora più severa gentildonna da lei ritratta), tavolozza
in mano e l'aria di chi non si diverta troppo. Nei suoi autoritratti
invece Sofonisba appare d'umore migliore e di aspetto decisamente
più seducente. Catharina dovrebbe essere nata ad Anversa, nell'attuale
Belgio, nel 1528: la data non è certa come non lo è quella della morte.
C'è chi dice 1587 e chi 1566. Fu il padre, Jan Sanders, un rinomato
pittore, a insegnarle a dipingere e la ragazza se la cavò così bene
che divenne la preferita di Maria d'Ungheria, reggente dei Paesi Bassi.
Anche Vasari e Guicciardini scrissero di lei. Nel 1554 Catharina sposò
Chrétien de Morien, organista nella cattedrale di Anversa e due anni
dopo gli sposi seguirono Maria che, deposta la reggenza, se ne tornò
alla corte di Spagna e alla sua morte, nel 1558, lasciò ai due artisti
una rendita generosa (che si godettero a casa: il sole spagnolo non
li sedusse a lungo). Questo fa pensare che Catharina non smise di
dipingere una volta sposata, anche se non abbiamo dipinti post-matrimonio.
Certo le nozze erano un addio al pennello per molte artiste. Coincidenza:
anche Sofonisba fu pittrice alla corte di Spagna. Nel '700 vi avrebbe
lavorato Teresa Mengs, sorella del neoclassico Raphael Mengs, a riprova
che una corte in teoria così bigotta fu tutt'altro che chiusa al genio
femminile.
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