La treccia di Ipazia
Stranezze, curiosità e aneddoti sparsi tra i libri e i loro autori
di Valeria Palumbo
Alessandro Magno
Non manca nulla: il saggio di A.B. Bosworth, professore di lettere classiche e storia antica all'Università dell'Australia occidentale ci racconta dagli antipodi tutto, ma proprio tutto su Alessandro Magno (Alessandro Magno.
L'uomo e il suo impero, Rizzoli). Manca Cleofide, amante di Poro, che invece è abbondantemente ricordato. Non che la cosa sia strana: Cleofide non è mai esistita. Poro sì. In realtà Poro si chiamava Raja Paurava, era un coraggioso e ingombrante (era alto quasi due metri) re del Punjab ed è diventato famoso non solo perché si fece sconfiggere clamorosamente da Alessandro, ma anche perché alla domanda del macedone: 'Quale trattamente vuoi che ti sia riservato'',
rispose: 'Da re'. La frase o il comportamento in battaglia fecero effetto perché Poro rimase signore sulle sue terre, anzi ne ebbe qualcuna in più, anche se sotto il protettorato dei greci. Fin qui la storia. Nel '700 però la vicenda non parve abbastanza intrigante sia a Georg Friedrich Händel (1685-1759), che trasse il suo Poro, dramma per musica in tre atti, da Alessandro nell'Indie di Metastasio; sia a Johann Adolph Hasse (1699-1783) che scrisse Cleofide su libretto di Michelangelo Boccardi (anch'esso tratto dall'Alessandro di Metastasio). Entrambi fanno cantare Cleofide, amante di Poro e regina di un'altra non meglio specificata regione dell'India. La storia coinvolge anche una Erissena, sorella di Poro di cui è innamorato Gandarte, generale del suo esercito, e Timagene, confidente di Alessandro, ma in realtà suo nemico. Ovvero: la storia, vera, di soldatacci ed eserciti a caccia di bottino e onore, si trasforma in dramma della gelosia, cosa che piaceva molto di più al pubblico londinese e tedesco a cui le opere erano destinate.
Prima Cleofide di Händel (Londra, King's Theatre, 2 febbraio 1731) fu Anna Maria Strada del Po... nome a cui sarebbe difficile intitolare una strada.
Alcune arie sono memorabili (per non parlare del melodizzare in stile 'napoletano'
di Hasse): a noi viene in mente 'Son confusa pastorella', cantata da Erissena, perché proprio non si capisce che c'entri con una principessa del Punjab, forse buddista, di certo induista e di raffinatissima cultura (il Punjab conserva segni di civiltà del 5.000 a.C.).
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