La treccia di Ipazia
Stranezze, curiosità e aneddoti sparsi tra i libri e i loro autori
di Valeria Palumbo
La spada che non c'è
Una foto del marzo 1937 mostra Benito Mussolini a Tripoli che brandisce una spada, su un cavallone nero: l'avevano fabbricata a Firenze ma, almeno in teoria, era il brando che lo rendeva difensore del mondo islamico. Di sue azioni concrete nel campo non se ne conoscono (una missione inviata in Afghanistan già nel 1923 fallì perché l'ing. Luigi Piperno, uno dei due inviati, cercò di sedurre una donna afghana. Piperno fu ucciso da un paio di fucilate mentre si trovava sul terrazzo della legazione italiana di Kabul, mentre sul gruppo degli italiani si riversò l'indignazione popolare). Ma in Amedeo, Vita, avventure e amori di Amedeo Guillet, un eroe italiano in Africa Orientale (di Sebastian O'Kelly, Rizzoli) tutto un capitolo è dedicato alla cerimonia di consegna della spada che in realtà fu solo un'ottima operazione di marketing di Italo Balbo. Di fatto non esiste nessuna "spada dell'Islam", non è una versione musulmana del Santo Graal (che forse esiste ancora di meno, ma fa letteratura). Però anche se non è d'acciaio, la spada dell'Islam ha effetti ancora più devastanti: è un titolo attribuito a chi ha difeso l'Islam con le armi. Il primo a meritarsi l'appellativo è stato Hamza, zio di Maometto, uomo molto poco interessato alla religione, dedito alla caccia e allo sport. Ma soprattutto fiero sostenitore della tradizione clanica: se fai male a uno del mio clan, inizia a far testamento. Qualcuno gli raccontò che Maometto era stato picchiato e gettato nel fango: lui corse a casa dell'aggressore, Abu Jahl, e gli diede una pubblica lezione. Poi morì in battaglia e lì a nulla gli valse essere un gigante. Spada dell'Islam è stato anche il pirata Dragut, grande nemico di Andrea Doria e dei veneziani. E La spada dell'Islam si intitola un improbabile film italiano del 1961 con Silvana Pampanini nelle vesti della regina Shagaret El Dor, che da noi non ha visto nessuno (roba da caccia al tesoro nelle cineteche) e che invece ha girato in Nordafrica: drammone d'amore e morte che ha per protagonisti la principessa Gihad e il principe Mamuth, salvatore del mondo arabo contro i tartari. Altri tempi.
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