La treccia di Ipazia
Stranezze, curiosità e aneddoti sparsi tra i libri e i loro autori
di Valeria Palumbo
Strane sorelle
Sorelle complesse le Stephen, meglio conosciute come Virginia Woolf e Vanessa Bell. Nel libro Vanessa e Virginia di Jane Dunn (Bompiani) il loro intreccio affettivo e intellettuale viene osservato al microscopio. Donne straordinarie. E del tutto eccentriche. Proprio come i personaggi che le circondarono. Soprattutto, ovviamente, gli intellettuali del circolo di Bloomsbury. Vanessa era pittrice: a tal proposito si può leggere anche Vanessa Bell, L'Ape regina di Bloomsbury, scritto da Lia Giachero e pubblicato nel 2000 da Selene edizioni (della stessa casa editrice e, per la versione italiana, della stessa Giachero: Virginia Woolf e il fascismo, a cura di Merry M. Pawlowski). Ed era pittrice anche Dora Carrington (1893-1932) citata nel libro per essere stata una delle pochissime donne accettate da Virginia e Vanessa (prototipo, ahimé diffuso, di femministe misogine) nella loro cerchia. Dora, che è stata interpretata da Emma Thompson nel film Carrington (1995), non aveva nulla da invidiare alla "stranezza" delle due sorelle: il fatto che fosse amata da uomini e donne e avesse un debole per gli omosessuali non fa più notizia, ma all'epoca destava qualche alzata di sopracciglia nella pur ambigua società vittoriana. Comunque in realtà si chiamava Dora de Houghton Carrington, studiò pittura, amava raccontare bugie e fu tra le primissime donne a tagliarsi i capelli.
Non solo, lo fece a scodella per il pudding, il che non aiutava a passare inosservata. Nel 1915 Dora conobbe Lytton Stratchey,
omossesuale e grande amico di Virginia e Vanessa: se ne innamorò perdutamente. E disastrosamente visto che l'amò per il resto dell'esistenza (vissero anche insieme), persero entrambi la testa per Ralph Partridge, lei lo sposò e partirono tutti e tre, nel 1921, in luna di miele. Tra un innamoramento e l'altro (compreso quello per un carissimo amico del marito) la Carrington dipinse molto. E su tutto: vetri, insegne pubblicitarie, pareti di casa degli amici, mattonelle.
Espose però poco. Poi Stratchey morì di cancro (Vanessa e Virginia lo piansero moltissimo, come spiega la Dunn) e lei si suicidò sparandosi col fucile nello stomaco. Era il 1932. Fu ignorata fino agli anni 70.
E ancora oggi sono piuttosto pochi quelli che ricordano un suo quadro.
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