La treccia di Ipazia
Stranezze, curiosità e aneddoti sparsi tra i libri e i loro autori
di Valeria Palumbo
Jazz proibito
Le proibizioni suscitano strani pensieri. Il proibizionismo americano ha generato anche ottimi libri: l'ultimo è Billard blues di Maxence Fermine (Bompiani), raccolta di storie di jazz, grandi musicisti come John Lee Hooker, giocatori di biliardo e poker, e gangsters. Si racconta di Al Capone, per esempio, che sfida a biliardo il campione Willie Hoppe. E perde. Allora viene in mente la vera grande sfida di Al: non quella contro la polizia di Chicago (ricordate la lotta tra il boss e l'investigatore capo Elliot Ness nel film The Untouchables con Kevin Costner, Sean Connery, Andy Garcia e Robert de Niro?). Ma quella per essere il più grande contrabbandiere degli anni 20. Sfidante (anche qui vittorioso) George Remus, reso immortale da F. Scott Fitzgerald nel Grande Gatsby. Qualche anno fa lo scrittore Craig Holden ha in qualche modo dato un finale diverso al Grande Gatsby raccontando a suo modo, in Jazz Bird, la storia di Remus e dell'omicidio di sua moglie. Fosse solo per il nome di lei, Imogene, vale la pena tornarci. Remus era un avvocato di Cincinnati di povere origini. Quando scoprì quanti soldi Al Capone riuscisse a fare con il contrabbando di alcolici (proibiti negli Stati Uniti dal 1919 al 1932), decise di buttarsi nel business con un espediente: venderli come farmaci, grazie alla complicità delle autorità (pare che anche alla Casa Bianca si continuasse a bere whisky). Remus era tedesco e guarda caso una forte spinta al proibizionismo era venuta dall'ondata d'odio contro la Germania, nemica anche nella Prima guerra mondiale: quasi tutte le distillerie, le birrerie e i saloons americani erano di tedeschi. Remus guadagnò circa 80 milioni di dollari prima di essere arrestato. Mentre era dentro, sua moglie Imogene si innamorò di un bellissimo agente Franklin Dodge che buttò prontamente alle ortiche la divisa e aiutò la donna (L'uccellino del jazz come la chiamavano i complici di Remus) a far sparire il malloppo. La mattina del divorzio, nel 1927, Remus sparò a Imogene e l'uccise. Il libro di Holden si concentra sul lungo processo. Ma alla fine anche lui resta affascinato dal clima di quegli anni: violenti sì, ma accompagnati da una musica indimenticabile.
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