La treccia di Ipazia
Stranezze, curiosità e aneddoti sparsi tra i libri e i loro autori
di Valeria Palumbo
Ma che parli tunguso?
Chissà perché Diego Marani ne L'interprete (Bompiani) ha scelto il tunguso, come lingua esotica, suggerita per "un bagno linguistico profondamente alienante" nell'inquietante clinica psichiatrica di cui racconta il suo curioso romanzo. Perché ce ne sarebbero bizzeffe: dal gruppo ciadiano (circa 200 lingue africane) al chukchi-kamchadal (cinque lingue parlate nella Russia asiatica) fino al burushaki, idioma usato nella valle di Hunza, ai piedi del Karakhoram-Hindukush e non imparentato con alcuna altra lingua conosciuta. Marani invece fa suggerire una cura di tunguso o di inuit per "stanare" l'ego del protagonista e spingerlo "ad affrontare il trauma che l'opprime". Forse ha ragione: il tunguso (che è parente del turco, del giapponese e del coreano) è la lingua dei tungusi, una popolazione siberiana che oggi è ridotta a circa 100mila persone. Ma ha visto tempi migliori: i tungusi del Sud, meglio conosciuti come manciù, conquistarono addirittura la Cina nel '600. Ciò che ci interessa è però che dal tunguso deriva il termine sciamano: lo sciamanesimo è l'espressione tipica della spiritualità siberiana. Non è né una religione né una setta. Gli antropologi considerano piuttosto lo sciamanesimo come una pratica magico-religiosa arcaica il cui fulcro, lo sciamano, fonda la propria esperienza sull'estasi. Un viaggio, insomma, nell'io profondo e fuori dall'io (le due cose non sono ovviamente antitetiche e in questo caso spesso coincidono). Gli sciamani erano addirittura più potenti dei capitribù e nulla veniva intrapreso senza il loro permesso e senza averli prima consultati. In realtà però della spiritualità dei tungusi non si sa molto. E, guarda caso, non è il loro unico mistero: il 30 giugno del 1908 in Tunguska ci fu un'esplosione paragonata a quella di una bomba termonucleare della potenza di 15 megatoni (c'è chi dice 30 e chi 50). Devastò una zona quasi disabitata abbattendo tutti gli alberi della taiga, uccidendo all'istante migliaia di renne, sollevando un'enorme quantità d'acqua dai fiumi. Le onde sismiche arrivarono fino a Londra. Si trattò forse di un asteroide, ma le ipotesi fatte sono le più strane perché non si sono trovati i frammenti. Qualcuno dice che il meteorite esplose a poco più di sette chilometri dalla superficie terrestre. Ma c'è chi sostiene che si trattò di un micidiale getto di gas e materiale incandescente dal cuore della Terra. Per non parlare delle ipotesi Ufo.
|
|