La treccia di Ipazia
Stranezze, curiosità e aneddoti sparsi tra i libri e i loro autori
di Valeria Palumbo
Tartaruga
Nel suo delizioso libretto, … E vinse la tartaruga (sottotitolo con un invito mai abbastanza ripetuto: elogio della lentezza: rallentare per vivere meglio), Carl Honoré, giornalista canadese dalla impetuosa e fortunata carriera, cita a un certo punto uno dei “cattivi maestri” dell’inumana fretta contemporanea: Frederick Winslow Taylor (1856-1915), l’ingegnere statunitense inventore, appunto, del taylorismo, ovvero dell’ottimizzazione del lavoro degli operai in fabbrica e quindi, in senso lato, della catena di montaggio.
La verità, come al solito, è che tutti i personaggi che passano alla storia finiscono col rimanere prigionieri del loro successo. E quindi nessuno di noi ha mai visto una foto di Taylor ma pensando al suo nome la prima cosa che ci viene in mente è Charlie Chaplin in Tempi moderni, incastrato negli ingranaggi della macchina mentre continua ad avvitare bulloni come un matto. Invece, innanzi tutto Taylor non ha tutte le colpe che gli si attribuiscono, ma soprattutto scontó già in vita l’accusa che, razionalizzando tempi e modi di lavoro, riduceva i posti di lavoro e rendeva più faticosa la vita degli operai. Qualcuno sogghignerà sapendo che, nel 1901, fu licenziato dall’azienda a cui aveva apportato più benefici, la Bethlehem Steel Company: gli stessi manager che l’avevano assunto entrarono nel panico vedendo che effettivamente si riusciva, con i suoi metodi, a ridurre incredibilmente il personale e abbattere i costi. Non è vero però che il posto dove sorgeva la fabbrica, South Bethlehem, si spopolò: gli operai trovarono altri lavori. Comunque una volta licenziato Taylor rifiutò di lavorare ancora per denaro e si dedicò agli hobbies, alla sua casa e, con sua moglie, Louise Spooner, adottò tre orfani. Morì di influenza il giorno dopo il suo cinquantanovesimo compleanno, all’ospedale di Philadelphia. Andrebbero ricordati anche i suoi genitori, entrambi quaccheri: il padre, un avvocato, non ebbe mai bisogno di un lavoro fisso. La madre, una fervente femminista, passò la vita a battersi per i diritti dei neri. Frederick era un adolescente inquieto e precoce che per esempio a 12 inventò un sistema per impedirsi di dormire sul dorso e quindi di avere ancora gli incubi di cui aveva sofferto.
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