La treccia di Ipazia
Stranezze, curiosità e aneddoti sparsi tra i libri e i loro autori
di Valeria Palumbo
Altro che Kamasutra
"Sappi, o Vizir (che Dio sia generoso con te!): se vuoi avere un soddisfacente rapporto sessuale, che riservi la stessa fetta di felicità ai due combattenti e offra soddisfazione a entrambi, devi prima di tutto giocare con la donna, eccitarla con baci, mordicchiarla e succhiarle le labbra, accarezzarle la nuca e le guance…" eccedera eccedera eccedera. Kamasutra? Macché: sesto capitolo di Il giardino profumato per la ricreazione dell'anima, il testo il cui è racchiusa l'ars amandi degli arabi. Lo cita, nel suo ultimo romanzo (L'ultimo amico, Bompiani) lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun. In realtà lo evoca uno dei suoi due protagonisti, Mamed, parlando della tecnica di una ragazza, Khadija. "Puro Nafzawi", dice, riferendosi ai suoi trucchi. Muhammad An-Nafzawi risulta appunto essere lo sceicco autore del libello, anche se di lui non si sa quasi nulla e il nome si riferisce a un luogo. Il volume (che Sonzogno pubblicò più di dieci anni fa) risale al 925, anno dell'Egira, cioè alla metà del nostro Cinquecento. Si racconta che uno scrittore arabo fosse stato condannato a morte da un bey (parrebbe che se non venivano condannati a morte, gli artisti arabi non creavano: vedi Le mille e una notte) che però gli promise la grazia se fosse riuscito a risvegliare i sopiti desideri del sultano. Lo scrittore fu graziato. Se ne deduce che i desideri del sultano si risvegliarono con reciproca soddisfazione (ovvero anche della donna o delle donne amate: per gli arabi è fondamentale). Il volumetto appare ancora più prezioso oggi con l'incalzare di un integralismo sessuofobo e misogino: la donna vi è intesa come perenne fonte di gioia, meritevole di piacere e attenzioni. Vi si descrivono moltissime posizioni, norme igieniche, consigli afrodisiaci. E si punta quasi tutto sul rapporto uomo-donna più tradizionale: sesso orale e omosessualità non vengono per esempio neanche trattati. Ma insomma, mette molto di buon umore.
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