La treccia di Ipazia
Stranezze, curiosità e aneddoti sparsi tra i libri e i loro autori
di Valeria Palumbo
Kant, Leibniz e l'Egitto
Il saggio di Maurizio Ferraris, Goodbye Kant! (Bompiani), ha una qualità insolita: spiega che cosa davvero volesse dire Kant. Chiunque abbia fatto il liceo sa che non è come dirlo. In più lo spiega in modo piacevole. E chiunque abbia fatto il liceo lo riterrebbe impossibile. Così tra un aneddoto e una spiegazione, accenna a una delle imprese più strampalate di uno strampalato ma geniale filosofo, Gottfried Wilhelm Leibniz (1646-1716). Leibniz, che era nato a Lipsia e a sei anni già leggeva Tito Livio in latino, è, tra l'altro, l'autore del Consilium Aegyptiacum, un piano per la conquista dell'Egitto che tentò, nel 1672, di sottoporre al Re Sole. "Il più grande dei progetti possibili, e il più facile di quelli grandi", lo definì. L'obiettivo del filosofo era distrarre Luigi XIV dalle mire sui Paesi Bassi, ma il re non lo degnò neanche di un'udienza e anzi pare che si sia fatto beffe dell'iniziativa. C'è da dire che Leibniz era anche l'autore de il Mars christianissimus, ou apologie des armes du Roy très chrestien contre les Chrestiens, un libello contro lo stesso Re Sole, colpevole di essersi alleato con i turchi. Per fortuna, pur respinto dalla corte, Leibniz rimase a Parigi quattro anni e ne approfittò per stringere importanti amicizie e per inventare una cosuccia come la calcolatrice: la sua, una sorta di Ibook di legno, a differenza del prototipo di Pascal, era in grado di fare non solo le somme ma anche le moltiplicazioni. Le scoperte sensazionali in matematica non gli fecero passare la passione per la politica: nel 1688 fu ricevuto da Leopoldo I d'Austria e ne approfittò per illustrare grandiosi progetti su una riforma monetaria, la fondazione di un archivio imperiale, il finanziamento della guerra contro i turchi. I fallimenti non lo scoraggiavano: da giovane, su richiesta del barone Johann Christian von Boineburg, aveva prodotto un libello di 360 pagine per dimostrare in modo matematico chi dovesse essere eletto re di Polonia (guarda caso il candidato del suo mecenate). Il testo fu terminato troppo tardi: era era già stato eletto un altro.
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