La treccia di Ipazia
Stranezze, curiosità e aneddoti sparsi tra i libri e i loro autori
di Valeria Palumbo
I segreti dei francesi
Nell'intenso Un segreto di Philippe Grimbert (Bompiani), che si inserisce nel filone dei romanzi sull'Olocausto, si parla della persecuzione nazista ai danni degli ebrei parigini.
La capitale francese era stata occupata dai tedeschi il 14 giugno del 1940; il 18 De Gaulle aveva lanciato, dai microfoni della Bbc di Londra, il suo appello alla resistenza. Il 22, invece, il maresciallo Pétain aveva firmato l'armistizio: due giorni dopo era stata conclusa la pace anche con l'Italia che, vigliaccamente, Mussolini aveva lanciato alle spalle della Germania, ad aggredire una Francia già piegata. E contro cui non avevamo alcun motivo di aggressione, sempre che si possano avere motivi per far guerra ai vicini.
Il 27 marzo di due anni dopo, il regime collaborazionista francese di Vichy aveva permesso la prima deportazioni di ebrei francesi ad Auschwitz.
L'ultimo convoglio di ebrei diretto nel campo di sterminio lasciò il campo d'internamento parigino di Drancy il 17 agosto 1944. Sette giorni dopo, Parigi era libera.
In questo lasso di tempo le milizie francesi hanno ampiamente collaborato allo sterminio dei loro connazionali ebrei: aperto nell'agosto nel 1942, il campo di Drancy è stato gestito fino al 1 luglio 1943 dalla polizia francese. In quattro anni da Drancy sono passati circa 70mila prigionieri di cui solo una piccola minoranza partigiani: gli altri erano ebrei. Nel primo anno qualcuno fu rilasciato, poi dal 1942 i nazisti cominciarono sistematicamente a deportare i prigionieri verso i campi di sterminio. Mille ebrei circa per ogni convoglio, per un totale di 64 convogli: 64.759 persone, delle quali 61mila spedite ad Auschwitz e oltre 3mila a Sobibor. Tornarono in meno di 2mila. Un terzo dei deportati erano francesi, gli altri erano ebrei fuggiti davanti ai pogrom polacchi e russi, prima, e nazisti poi. Tra i prigionieri un numero incredibile di scienziati, artisti, intellettuali, tra i quali il poeta Max Jacob, il drammaturgo e umorista Tristan Bernard e il coreografo René Blum, fratello dell'ex primo ministro francese socialista, Léon. René, portato ad Auschwitz, fu separato dagli altri, torturato e ucciso, come raccontò poi al processo, avvenuto solo nel 1961, uno dei più feroci capi delle SS, Adolf Eichmann.
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