Speaker's Corner
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La treccia di Ipazia
  a cura di Valeria Palumbo

  • L'isola di regina
  • Il pudore delle Preziose
  • L'insospettabile Targhelia
  • La vergogna
  • Il giardino profumato e dimenticato
  • Ritratti di donne
  • Povera Metis
  • Donne in collage
  • L'usignolo anglo-cinese
  • Il Dio abusato
  • Lo strano protettore di Goya
  • La storia (poco esemplare) di Ginevra
  • Seguendo (inutilmente) Zelda
  • Accidenti a Münchhausen
  • Dar voce ad Aspasia
  • Saggezza d’altri tempi
  • Donne inquiete
  • Matematico e gentiluomo
  • Ungheria senza pace
  • Altro che sogni
  • Sulle tracce dei Tulunidi
  • A che serve un segretario?
  • Sibarita, a me?
  • Altro che Pacs
  • Sulle rotte di Bouboulina
  • Tingo & Cammelle
  • Gil, esploratore misconosciuto
  • Di tutti i colori
  • La prosa di Dom Duarte
  • Le (buone) ragioni degli altri
  • Tortura e torture
  • Ma quando è morta Giocasta?
  • Che strana la guerra
  • Moshe e il mal di schiena
  • Mariti distratti
  • Stanislas il fortunato di Nancy
  • Ipazia a colori
  • La donna refuso
  • Lei così amata...
  • L’Afghanistan di Ahmad
  • Scherzi da letto
  • Nel vino, non solo verità
  • Piccole perfidie di scrittrici
  • La guerra e le rose (bianche)
  • Dimenticata nella battaglia
  • Che direbbe Pico dei Pacs?
  • Seduzioni da doccia
  • Quello strano maestro di Christine
  • Mesopotamia inquieta
  • Zenzero
  • Le catastrofi non vengono mai sole
  • Amanti e imperatrici del Brasile
  • Soap alla romana
  • Fate e altri amori
  • Kezich
  • Tempi di tisi
  • I segreti dei francesi
  • Donne o maestre?
  • Amor di cherubini
  • Giochi da filosofi
  • Dante alla romana
  • Affinità di treccia
  • Cercando El Dorado
  • I "sinatrini"
  • Nostalgie danzanti
  • Zalmoxis, il rumeno
  • Le donne di Cranach e Lutero
  • Kant, Leibniz e l'Egitto
  • Altro che Kamasutra
  • Destino da rospo
  • La sfiga dell'eroe
  • L'antenata Kieu
  • Ebreo a Bagdad
  • Il mancato Gesù
  • Magia sfrenata
  • Riscoprendo Gyula
  • E vinse la tartaruga
  • I dervisci non solo ruotano
  • Voce dal nostro Nord
  • La maledizione armena
  • Casanova, chi era costui?
  • Ma che parli tunguso?
  • Jazz proibito
  • Nostalgia di Mozambico
  • La moglie e l'allieva
  • Strane sorelle
  • Le rose dell'Afghanistan
  • La spada che non c'è
  • Alessandro Magno
  • Dedicato a Ipazia
  • Sale
  • Il tempo delle emozioni
  • Le donne artiste sono di moda
  • Un po' martiri... un po' no
  • Sotto la pioggia
  • Musica al nero
  • Berenice, l'avversaria
  • Bach e il vino di Beaune
  • Messalina e la filosofia
  • Matrimoni allegri
  • La cripto-regina
  • Islam di Spagna
  • La guerra in una stanza


























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    Speaker's Corner
    La treccia di Ipazia
    Stranezze, curiosità e aneddoti sparsi tra i libri e i loro autori

    di Valeria Palumbo

    I segreti dei francesi
    Nell'intenso Un segreto di Philippe Grimbert (Bompiani), che si inserisce nel filone dei romanzi sull'Olocausto, si parla della persecuzione nazista ai danni degli ebrei parigini.
    La capitale francese era stata occupata dai tedeschi il 14 giugno del 1940; il 18 De Gaulle aveva lanciato, dai microfoni della Bbc di Londra, il suo appello alla resistenza. Il 22, invece, il maresciallo Pétain aveva firmato l'armistizio: due giorni dopo era stata conclusa la pace anche con l'Italia che, vigliaccamente, Mussolini aveva lanciato alle spalle della Germania, ad aggredire una Francia già piegata. E contro cui non avevamo alcun motivo di aggressione, sempre che si possano avere motivi per far guerra ai vicini.
    Il 27 marzo di due anni dopo, il regime collaborazionista francese di Vichy aveva permesso la prima deportazioni di ebrei francesi ad Auschwitz. L'ultimo convoglio di ebrei diretto nel campo di sterminio lasciò il campo d'internamento parigino di Drancy il 17 agosto 1944. Sette giorni dopo, Parigi era libera. In questo lasso di tempo le milizie francesi hanno ampiamente collaborato allo sterminio dei loro connazionali ebrei: aperto nell'agosto nel 1942, il campo di Drancy è stato gestito fino al 1 luglio 1943 dalla polizia francese. In quattro anni da Drancy sono passati circa 70mila prigionieri di cui solo una piccola minoranza partigiani: gli altri erano ebrei. Nel primo anno qualcuno fu rilasciato, poi dal 1942 i nazisti cominciarono sistematicamente a deportare i prigionieri verso i campi di sterminio. Mille ebrei circa per ogni convoglio, per un totale di 64 convogli: 64.759 persone, delle quali 61mila spedite ad Auschwitz e oltre 3mila a Sobibor. Tornarono in meno di 2mila. Un terzo dei deportati erano francesi, gli altri erano ebrei fuggiti davanti ai pogrom polacchi e russi, prima, e nazisti poi. Tra i prigionieri un numero incredibile di scienziati, artisti, intellettuali, tra i quali il poeta Max Jacob, il drammaturgo e umorista Tristan Bernard e il coreografo René Blum, fratello dell'ex primo ministro francese socialista, Léon. René, portato ad Auschwitz, fu separato dagli altri, torturato e ucciso, come raccontò poi al processo, avvenuto solo nel 1961, uno dei più feroci capi delle SS, Adolf Eichmann.