La treccia di Ipazia
Stranezze, curiosità e aneddoti sparsi tra i libri e i loro autori
di Valeria Palumbo
Fate e altri amori
Forse la storia d'amore non vi appassionerà, ma nel romanzo di Elizabeth McGregor, La ragazza nello specchio verde (Sonzogno), gli amanti dell'arte (meglio, dell'arte inglese dell'800, magnifica e da noi poco conosciuta) troveranno molti spunti. Il protagonista indiretto del libro è un artista realmente vissuto, Richard Dadd, forse il più straordinario ritrattista di fate. E il dipinto di cui si parla, The Fairy Feller's Master Stroke, Il colpo da maestro del taglialegna fatato, esiste davvero ed è il suo capolavoro: per realizzarlo ci mise nove anni. Oggi è alla Tate Gallery di Londra. Nel romanzo i capitoli della storia d'amore attuale si intrecciano con quelli della vita di Dadd, nel periodo, oltre 40 anni, trascorso in manicomio.
Il 28 agosto del 1843 Dadd aveva ucciso e fatto a pezzi suo padre. Un anno dopo, dopo aver tentato di ammazzare anche un turista a Parigi, era stato condannato e chiuso in un manicomio criminale dove rimase fino alla morte, nel 1886, continuando a dipingere. Nel libro non si racconta che cosa era successo prima. In sintesi: Dadd era nato nel 1817, quarto di 11 figli di uno speziale. Mostrò un talento precocissimo e a 20 anni fu ammesso alla Royal Academy of Art. Tutti lo trovavano, oltre che bravissimo, di ottimo carattere. Nel 1842 si avviò con il suo tutore, Sir Thomas Phillips, per un lungo viaggio in Medio Oriente ed Europa. In Egitto, anche sotto l'effetto di droghe, cominciò a dare i numeri: per esempio sostenne di aver ricevuto un messaggio dal dio Osiride (quello fatto a pezzi dal fratello, guarda caso). Da allora non fu più lui: aveva continui mal di testa e strani comportamenti. Si pensò a un colpo di sole ma quando, a Roma, tentò di aggredire il papa, fu chiaro che il sole non c'entrava. Nessuno però avrebbe mai pensato che sarebbe arrivato a fare a pezzi il suo povero papà e fuggire, ancora coperto di sangue, in Francia.
Pazzo restò (fortuna che fu fermato: il papà era solo al primo posto in una lunga lista di vittime che teneva in tasca) ma il manicomio non fece male al suo genio, anzi. Il colpo da maestro del taglialegna fatato fu dipinto per G.H. Haydon, l'assistente del dottor Hood, che aveva in cura Dadd. Haydon, il cui fratello Samuel era scultore, amava anch'egli l'arte e incoraggiò moltissimo Richard.
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