La treccia di Ipazia
Stranezze, curiosità e aneddoti sparsi tra i libri e i loro autori
di Valeria Palumbo
Zenzero
Magia dello zenzero… in realtà ci sono meno spezie e meno storie (vere) di piatti e banchetti nel libro, peraltro delizioso, di Simone Perotti, Zenzero e nuvole (Bompiani). Le ricette invece non mancano e sono molto stuzzicanti. Ad accompagnarle una serie di racconti, molti attuali. In uno però si parla di un personaggio storico, Solimano il Magnifico, indimenticabile, poetico e feroce sultano ottomano. Per coincidenza, di recente, è uscito un piccolo e tenero film che si intitola Un tocco di zenzero ed è ambientato in gran parte a Istanbul, la capitale di Solimano: il regista è il greco Tassos Boulmetis e se non l'avete visto e amate la cucina non perdetevelo (ma non andateci a stomaco vuoto). Racconta del complesso destino dei greci rimasti in Turchia dopo la caduta dell'impero, perseguitati fino all'altro ieri. Storie recenti ma che sembrano lontanissime, soprattutto oggi che si parla di far entrare la Turchia nell'Unione europea.
Solimano si sarebbe stupito: al massimo il suo problema era far entrare l'Europa nella Turchia, nel senso che alcune zone gli resistevano ancora.
Il futuro sultano nacque nel 1494 (due anni dopo la morte di Lorenzo il Magnifico) a Trebisonda, nella penisola anatolica. Si riteneva senz'altro l'erede degli imperatori romani e lo stesso Lorenzo il Magnifico aveva stampato una moneta in cui riconosceva al suo predecessore Mahumet il titolo di "imperatore della Magna Grecia". Passò la vita in guerra: salito sul trono nel 1520 si trovò subito a soffocare una serie di rivolte autonomiste. L'anno dopo attaccò l'Ungheria che non voleva pagare i tributi. Riuscì a prendere Belgrado e l'anno dopo si impossessò di Rodi che era ancora in mano ai Cavalieri Ospedalieri (il futuro ordine dei Cavalieri di Malta). Nel 1526 Solimano sconfisse definitivamente il re Luigi d'Ungheria e conquistò Buda. Dal 27 settembre al 15 ottobre 1529 mise sotto assedio Vienna. Sembrava inarrestabile. Non contento si rivolse contro la Persia e nel 1534 conquistò Bagdad mentre i suoi pirati mettevano a ferro e fuoco il Mediterraneo. Detto così ne viene fuori un ritratto antipatico. E invece Solimano fu un grande sovrano e un amante delle arti. Fra tutte le sue schiave scelse come preferita una slava, Roxelana, la sposò nel 1534 e le restò fedele fino alla morte. Le dedicò versi bellissimi: "...La tua bocca, uno scrigno risplendente di perle e rubini, i tuoi denti, perle mi sembrano, e la tua bocca corallo brillante, e io mi tuffo in loro, ogni mattino e ogni sera...". Feroce era lui e feroce era lei che lo indusse a uccidere il suo primogenito Mustafà per far salire sul trono i suoi inetti figlioli. Grande committente di moschee e opere pubbliche era lui, e grande appassionata di architettura fu lei. Istanbul divenne ancora più bella e gli ambasciatori veneziani riferirono in patria che non esisteva regno più felice al mondo. Altri tempi: le civiltà si scontravano davvero. Ma si insultavano meno.
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