La treccia di Ipazia
Stranezze, curiosità e aneddoti sparsi tra i libri e i loro autori
di Valeria Palumbo
Scherzi da letto
Imperdibile il saggio di Pascal Dibie, Storia della camera da letto (Bompiani): dalle caverne alla Cina rivoluzionaria, si passano in rassegna i luoghi e i modi in cui abbiamo dormito e fatto l'amore. Immancabile il capitolo sull'antica Grecia e la riproduzione di una celebre definizione contenuta nell'orazione Contro Neaira, dello pseudo-Demostene (l'autore si limita a riferire che era di un "difensore dinanzi al tribunale"): "Abbiamo le cortigiane per il piacere, le concubine per le cure quotidiane, le mogli per darci figli legittimi ed essere le custodi fedeli delle nostre case". Meglio di così… In effetti visto dalla parte delle donne, cosa che oggi appare di nuovo fuori moda, la questione era piuttosto triste. Soprattutto per le mogli, relegate in casa come attualmente nelle più severe società islamiche. Meglio se la passavano invece le cortigiane, almeno nel breve periodo in cui era belle e famose, e quindi ricche. Se, come la celebre Frine, riuscivano a scampare alle cause di empietà intentate loro da qualche diffamatore di professione o qualche amante abbandonato, a volte riuscivano anche a divertirsi. Racconta lo storico Diogene Laerzio che Frine, la più desiderata delle cortigiane, voleva mettere alla prova la continenza di Senocrate, un filosofo platonico che godeva fama di grande rigore morale. E di grande stupidità. Un giorno, con la scusa che alcuni giovinastri la importunavano, bussò alla sua porta e chiese rifugio e protezione. Il filosofo l'accolse per cortesia. Frine pretese allora di fermarsi anche per la notte e Senocrate, che aveva un solo, piccolo letto e non se la sentiva né di farla giacere su una stuoia a terra, né di giacerci lui, l'accolse al suo fianco. Frine tentò allora di sedurlo in tutti i modi, ma Senocrate se ne restò lì immobile e inerte. Così lei si alzò e se ne andò piccata. Commentò in seguito: "ho trovato a letto una statua, non un uomo". Pare che il poveraccio, pur di resistere alle tentazioni, si fosse sottoposto a mutilazioni e cauterizzazioni genitali. Oggi anche i filosofi se la passano meglio.
E sempre a proposito degli scherzi di Frine a letto. Una volta l'etera chiese al più famoso degli scultori greci, Prassitele, di regalarle la sua opera più bella. L'artista, che l'amava, accettò ma si rifiutò di rivelare quale statua apprezzasse di più. Frine non si scoraggiò: fece sì che, mentre erano a letto, un suo schiavo arrivasse correndo e avvertisse Prassitele che il suo laboratorio era in fiamme con tutte le sue opere dentro. Una buona parte stava bruciando. Prassitele uscì di corsa dal letto, con la tunica ancora slacciata, disperandosi: bruciasse pure tutto, urlò, bastava che si salvassero le statue del satiro e di Amore. Frine scoprì così a che cosa il suo scultore tenesse di più. E poiché era una donna di rara saggezza, volle per sé Amore, anche se poi lo dedicò al tempio di Afrodite a Tespi, mentre il satiro, che restò in un primo momento nella bottega di Prassitele, trovò infine posto nel tempio di Dioniso.
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