La treccia di Ipazia
Stranezze, curiosità e aneddoti sparsi tra i libri e i loro autori
di Valeria Palumbo
La donna refuso L’attrice piemontese Laura Curino sta portando in giro uno spettacolo delizioso, Una stanza tutta per me, che si ispira a Virginia Woolf e ha come sottotitolo: Se Shakespeare avesse avuto una sorella. Il riferimento è alle scarse chance che si sono offerte nei secoli alle donne di esprimere il loro genio. Ci ho ripensato sfogliando l’interessante edizione de La Torre, la raccolta di poesie scritta da William Butler Yeats nel 1928 (Introduzione e commento di Anthony L. Johnson; traduzione di Ariodante Marianni, Bompiani). L’irlandese Yeats, che vinse il Premio Nobel per la letteratura nel 1923, era di sicuro un grande poeta ma sulle donne aveva idee confuse. A parte che aveva una certa propensione compulsiva a chiederle in moglie e una predisposizione a esserne rifiutato, gli capitò persino, di fronte ai no ripetuti del suo grande amore Maud Gonne, di girare la proposta alla figlia di lei, Iseult, che ebbe il buon gusto di rifiutare. Finalmente, nel 1911, conobbe Georgie Hyde-Lees che, forse ignorando che lui era alla terza richiesta matrimoniale dell’anno, gli disse sì. A presentarli, e qui è il punto, era stata una vecchia fiamma di Yeats, la scrittrice Olivia Shakespear e ditemi voi se non si tratta, anziché di una sorella di Shakespeare, di un suo refuso. A maggior ragione perché Olivia – un’altra che rifiutò di sposare Yeats (dubbio: qualche studioso ha mai verificato se si lavasse o avesse l’alito cattivo?) fu una donna di grandi doti intellettuali. Fu anche la suocera di Ezra Pound, il che – ammetto - non è necessariamente un merito, e fu lei a presentare Pound a Yeats. La storia d’amore risale al 1896-87, ma già nel 1894 Olivia aveva scritto il suo primo libro Love on a Mortal Lease. Nell’agosto dello stesso anno aveva terminatoanche Beauty’s Hour. A unirla, in amicizia, a Yeats per tutta la vita fu la passione per la letteratura e quella per l’occulto. Lui le dedicò la poesia The Lover Mourns for the Loss of Love, L’amante piange per la perdita dell’amore, e alla sua morte, nel 1938, scrisse: “Per più di quarant’anni lei è stata il centro della mia vita londinese e durante tutto questo tempo non abbiamo mai avuto una discussione, qualche tristezza a volte ma mai un contrasto”. Il che fa pensare che, come al solito, ancor più di una sorella, gli uomini abbiano bisogno di una accomodante perpetua. |
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