La treccia di Ipazia
Stranezze, curiosità e aneddoti sparsi tra i libri e i loro autori
di Valeria Palumbo
La prosa di Dom Duarte
Le regine son di moda. E le Infante, figuriamoci. Anche se questo romanzo di Jean-Daniel Baltassat, La verità su Isabella (Bompiani) non passerà forse alla storia, non mancano le pagine appetitose sull’improbabile relazione tra il grande pittore Jan van Eyck e l’Infanta di Portogallo, Isabella, promessa sposa di Filippo, duca di Borgogna, conte delle Fiandre, reggente d’Olanda, Zelanda, Brabante e molte altre cose.
Nel libro, ovviamente, i personaggi più importanti sono tutti storici. Non giureremo con le stesse caratteristiche psicologiche. Comunque salta agli occhi il commento un po’ misogino di Dom Duarte, il futuro re di Portogallo, sulla sorella Isabella: “L’Infanta è donna di grande bellezza, non dubitatene. Ma è bene che sappiate che ha anche un gran carattere. Ai giorni nostri, ahimé, ci sono molte donne così. Non si accontentano del loro aspetto”.
Ma chi era Dom Duarte? Il figlio del re João del Portogallo e di Filippa di Lancaster, che lo aveva messo al mondo, come terzogenito, il 31 ottobre 1391. La femminuccia, Branca, e il maschio, Afonso, che l’avevano preceduto morirono bambini e Duarte-Edward crebbe invece sano e forte. Divenne quindi l’erede al trono e assunse la corona nel 1433 (sarebbe morto solo cinque anni più tardi, a Tomar, di peste). Il suo regno fu accompagnato da una pessima stella: i nobili si ribellarono contro di lui e il tentativo di strappare Tangeri ai “mori” nel 1437 si trasformò in una sconfitta disastrosa. Sposò, come ricorda anche Baltassat, Leonor d’Aragona, dalla quale ebbe, quattro maschi e cinque femmine (in precedenza aveva avuto un maschio dalla nobile castigliana Juana Manuel).
Ma Dom Duarte è ricordato soprattutto perché è stato il primo autore di rilievo in prosa del Portogallo. Non aspettatetevi romanzi picareschi, ma, un po’ come Federico II, autore di un Trattato sulla falconeria, scrisse libri “da re”: un Trattato sull’arte del cavalcare (Livro da ensinança de bem cavalgar toda a sela) rimasto incompiuto. E il Leal consiglio (Leal conselheiro, 1437-1438), una poderosa opera di educazione composta da 103 saggi su argomenti vari come l’astrologia, la morale e la religione.
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