La treccia di Ipazia
Stranezze, curiosità e aneddoti sparsi tra i libri e i loro autori
di Valeria Palumbo
Matematico e gentiluomo
Volevo raccontarvi di Mary Cartwright. E così raccomandarvi il libro di Siobhan Roberts, Il re dello spazio infinito. Storia dell’uomo che salvò la geometria (Rizzoli). Volevo parlarvi di Mary perché di donne matematiche ce ne sono sempre state pochissime e hanno sempre dovuto ingoiare amaro. La Cartwright era una delle cinque donne (lei aveva allora 19 anni) che, nel 1919, studiavano matematica a Oxford: era il secondo anno che gli accademici si erano degnati di ammetterle ai loro corsi. Roberts la cita en passant. Io ho provato a capire che cosa sia il Teorema di Cartwright e perché le sue riflessioni siano alla base dei moderni studi sui sistemi dinamici. Mentre mi avviavo su questa perigliosissima strada, sono però incappata in un altro personaggio citato da Roberts, Isaac Barrow.
E sono stata sedotta. Sapete perché? Perché il signor Barrow, considerato il padre del calcolo differenziato, fece una cosa che nessun professore universitario oggi sarebbe disposto a fare (scommetto quel che volete): cedette la sua cattedra a un suo allievo perché lo giudicò più bravo di lui. Va bene che quell’allievo era Isaac Newton, ma Barrow fu a lungo considerato il secondo miglior matematico del suo tempo (quindi il posto poteva cederlo qualcun altro, più basso in classifica), ma soprattutto perché la cattedra era nella già prestigiosa Cambridge e Barrow aveva vissuto anni di esilio molto tormentati. Non da ultimo, Barrow, che era nato nel 1630, lasciò il suo posto a soli 39 anni. Vero è che sopravvisse poco: morì il 4 maggio 1677, ancora celibe, dopo aver dedicato gli ultimi anni alla teologia e dopo aver scritto sermoni memorabili. Si sa che gli scapoli maschi vivono mediamente meno, Barrow era anche magro, pallido e con un’inarrestabile passione per il fumo (era anche parecchio eccentrico ma questo per fortuna incide poco sulla mortalità). Per la matematica, però, perdere l’uomo che aveva scoperto un nuovo sistema per calcolare le tangenti (quelle scientifiche, ovvio), fu senz’altro un danno. Ma ancora di più lo è stato per l’etica. Ci manca, Mister Barrow. |
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