La treccia di Ipazia
Stranezze, curiosità e aneddoti sparsi tra i libri e i loro autori
di Valeria Palumbo
Dar voce ad Aspasia
Ignacio García-Valino, uno psicologo spagnolo di neanche 40 anni, ha scritto un giallo divertente e pieno di trovate: Le due morti di Socrate (Sonzogno). Vi si racconta della ricerca dell’assassino (o dell’assassina) dell’influente Anito, il principale accusatore di Socrate, trovato ammazzato nel bordello di lusso gestisce da Aspasia, la compagna (ormai vedova) di Pericle. Ovvero siamo nell’Atene del IV secolo. Anito, come moltissimi dei personaggi del libro, dal poeta Cinesia al filosofo Protagora, è davvero esistito. Le situazioni sono inventate. Su Aspasia, poi, si potrebbe aprire un vero dibattito perché nell’ostinarsi a dipingerla solo come una tenutaria di bordello, per quanto colta e intelligente, le si fa torto. La compagna di Pericle era una donna di particolare acume politico: fu lei a suggerire alcune mosse preziose al celebre statista, che la stimava e la difese strenuamente verso il 433 a.C. in un processo intentato contro di lei per empietà. Era un reato vago, sotto cui finivano varie accuse, lo stesso di cui fu accusato Socrate: di fatto, come oggi nei Paesi islamici, serviva a punire i liberi pensatori. Aspasia che, come tutte le straniere, fu trattata malissimo dagli ateniesi, fu anche stimata dai maggiori pensatori della sua epoca, Socrate compreso che, in barba a tutte le tradizioni, invitava i suoi amici ad andare ad ascoltarla (era una maestra di retorica) e di portare con sé le mogli. È, invece, inventato il personaggio di Neobula, l’etera sospettata dell’assassinio. Ma una ragazza con quel nome, dedita alla prostituzione, è esistita davvero: era la fidanzata del poeta Archiloco (vissuto tra l’VIII e il VII sec. a.C.). Il padre di lei, Licambe, cittadino di Paro come Archiloco, gliela promise ma poi si rimangiò tutto. Archiloco, furibondo, lo investì con una satira così velenosa che Licambe, per la vergogna, si impiccò. Da allora si chiama licambèo, tutto ciò che si riferisce a una satira velenosa. Come al solito del perché Neobula abbia deciso di darsi alla prostituzione e che cosa abbai pensato del padre, rimane un mistero. D’altra parte, della stessa grande Aspasia non ci rimangono i discorsi. Meno male, allora, che García-Valino abbia deciso di darle voce. |
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