La treccia di Ipazia
Stranezze, curiosità e aneddoti sparsi tra i libri e i loro autori
di Valeria Palumbo
Accidenti a Münchhausen
Madri e figlie: che disastro. La raccolta di racconti, bellissimi e feroci, di Claire Castillon, si intitola, non a caso Veleno (Bompiani). Non perdetela, anche se può far male. Perché a volte il confine tra follia e normalità è davvero molto labile e su quel confine abbiamo camminato un po’ tutti. Tra chi sconfina ci sono, come molto propriamente sottolinea la Castillon, le madri che soffrono della sindrome di Münchhausen. Anzi, gli americani la chiamamo più propriamente Münchhausen-by-proxy-Syndrom, per gli amici MbpS: è il “vizietto” di alcune mamme di provocare ferite e malattie ai propri figli o di imporre loro esami invasivi a caccia di malattie inesistenti e quindi di tenerli praticamente sempre sotto cure mediche. Il risultato è che queste madri, realmente convinte che i figli stiano male, rinunciano ad avere un lavoro e una vita privata pur di seguirli, e i figli si ammalano. Fino a morire. Negli Stati Uniti uscì un paio di anni fa un’autobiografia straziante, Sickened, di Julie Gregory, in cui l’autrice raccontava com’era riuscita coraggiosamente a non farsi ammazzare dalle cure della sua cara mammina. In Italia se ne parla poco. E a torto: le mamme italiane sono già iperprotettive e iperansiose di natura. Figuriamoci quando subentra una goccia di disagio mentale. Ma perché si chiama Sindrome di Münchhausen (nella forma originaria, chi ne soffre procura a se stesso finte malattie)? Il riferimento è al libro Le avventure del Barone di Münchhausen (Reisen und Abenteuer des Freiherrn von Münchhausen), scritto da Rudolf Erich Raspe (1737-1794). Karl Friedrich Hieronymus, Freiherr von Münchhausen (11 maggio 1720- 22 febbraio 1797) è esistito davvero: era un mercenario tedesco al soldo di Caterina la Grande di Russia. Combatté contro i turchi e quando tornò raccontò balle così grandi e così improbabili che è diventato una sorta di santo patrone di chi le spara più grosse. Peccato che a volte, in bocca a una madre, le bugie possano diventare mortali. |
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