|
Pillole dal Vietnam
di Michele Rossi
30
agosto 2003
Qui
e' piu' complicato del previsto, perche' se vai fuori dai circuiti
turistici di computer in rete non se ne trovano. come va milano?
Lasciata
Hanoi si ha come la sensazione di entrare ancora di più,
in lunghezza e profondità, in Vietnam. le cose che ogni giorno
corrono davanti agli
occhi sono chiaramente difficili da dire nella fretta di un collegamento
internet traballante. Con una moto in affito abbiamo fatto tappa
a ninhbinhm una cittadina che non ha niente di particolare se non
la comodità di essere vicina ad alcuni bei siti importanti.
La strada ha una legge tutta sua: devi
segnalare con forza la tua presenza sulla strada a colpi di clacson
e non lasciarti intimorire se il camion che arriva davanti a te
non curva fino all'ultimo minuto, ci sono regole in fondo quasi
esatte, anche se non valgono le normali regole di precedenza. Ma
arrivato in fondo dopo 100 chilometri ti senti un eroe. Più
si scende verso il sud più si incontrano i figli dell'agente
Orange (erbicida usato durante la guerra), con malformazioni tra
le più varie.
Entrando nei villaggi di pescatori o di coltivatori di riso che
iniziano a lavorare alla mattina alle cinque e finiscono al tramonto
provo un orrore profondo immaginandomi soldati che piovono dal cielo
e bruciano case e persone.
Acqua, il Vietnam è acqua, acqua con cui giocano i bambini,
acqua per lavare i piatti, acqua da bere, acqua per mangiare, acqua
con cui convivere.
La Unilevere sta facendo grandi manovre per far comprare diserbanti
ai contadini e detersivi alle donne. Tutto, poi finirà nell'acqua.
Oggi ho comprato i biglietti per un tour alla zona demilitarizzata,
la zona che demarcava il Vietnam del nord e quello del sud. Mi sono
sentito onestamente un parassita. Forse la ferita è troppo
fresca, o forse c'è solo bisogno di normalità.
Michele Rossi
|